Il Tirreno

Pisa

Reati ridotti dalla pandemia ma più stalking e frodi sul web

Pietro Barghigiani PISA.

Nel capoluogo crescono anche i casi di maltrattamenti in famiglia Furti quasi dimezzati, arresti giù del 31 per cento. Aumentano le espulsioni

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C’è un solo effetto benefico portato dal Covid. Quello di aver ridotto i reati trasformando in deserti strade e piazze e costringendo la gente a stare in casa.

Un calo in doppia cifra in linea con il dato nazionale. Un crollo dei delitti che offre, però, delle eccezioni.

Crescono i reati informatici e, almeno nel comune di Pisa, i maltrattamenti in famiglie e lo stalking che nel resto della provincia sono in ribasso restando sempre su numeri significativi. L’analisi statistica con una riflessione sull’origine dell’andamento è arrivata dal questore Gaetano Bonaccorso in occasione del 169° anniversario della fondazione della polizia.

La cerimonia, essenziale causa Covid, si è tenuta nella caserma “Goffredo Mameli” alla presenza del prefetto Giuseppe Castaldo (a sinistra nella foto con il questore, ndr) che con il questore ha deposto una corona di alloro al monumento ai caduti.

Reati in calo

Nel periodo preso in esame (metà marzo 2020-21 su metà marzo 2019-20) i reati sono diminuiti del 23 per cento in provincia e del 36 per cento a Pisa.

Gli arresti sono diminuiti del 31 per cento (da 282 a 194) con le denunce in rialzo del 15 per cento (da 1046 a 1203).

I furti si sono quasi dimezzati, le rapine ridotte in maniera rilevante così come le violenze sessuali.

Crescono le frodi informatiche (più 18 per cento in provincia e più 3 nel comune capoluogo), i maltrattamenti in famiglia e lo stalking ma solo a Pisa.

«Sappiamo bene che le statistiche servono più a noi che ai cittadini – esordisce il questore Bonaccorso –. È giusto segnalare la diminuzione dei reati, ma alla fine a chi subisce un furto importa poco il dato generale. Per questo il nostro impegno costante è quello di migliorare la sicurezza percepita. L’aumento di maltrattamenti, stalking e truffe informatiche è una conseguenza del lockdown. Da un lato l’uso dei mezzi telematici per commettere reati e dall’altro le convivenze forzate che degenerano in liti e aggressioni».

La prevenzione

Non c’è solo l’intervento repressivo nella missione quotidiana della polizia. Un deterrente che funziona più degli arresti, che raramente seguono un periodo di detenzione per chi finisce in manette, è quello dello strumento amministrativo, soprattutto con i rimpatri degli stranieri. Dal primo gennaio 2021 ad oggi 14 sono gli immigrati ritenuti pericolosi allontanati dall’Italia, in pratica uno a settimana. Furono sei nello spesso periodo dello scorso anno, e 18 in totale nel 2020.

I cartellini “gialli”

Un altro percorso seguito dalla questura riguarda la prevenzione sul fronte delle situazioni di lite all’interno di famiglie o coppie. L’istituto dell’ammonimento, una sorta di cartellino “giallo”, si dimostra efficace per dare uno stop agli uomini che si rilevano particolarmente aggressivi contro le ex. Erano stai nove dal marzo 2019 al marzo 2020 e sono passati a 12 al marzo 2021.

Covid e regole

«Devo dire che a, parte qualche situazione sporadica (34 persone in un bagno a Tirrenia per Pasquetta, ndr), le regole per evitare gli assembramenti sono state rispettate – chiarisce il questore –. La gente ha capito. Ci fa anche piacere che la novità del profilo Facebook della questura stia avendo un buon riscontro. Siamo a 1.100 like. Quello che vogliamo trasmettere all’esterno è la disponibilità a rendere un servizio e agevolare le risposte dell’utenza che non è solo la richiesta di sicurezza. Penso alle pratiche gestite dalla questura, dai permessi per la caccia ad esempio ai passaporti». —





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