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Pisa

«Questura alla stazione, stop inspiegabile»

«Questura alla stazione, stop inspiegabile»

L’ex consigliere Ventura: non capisco perché il sindaco abbia eliminato il trasloco nella ex Provincia dal suo programma

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PISA. «Sorprendente e deludente», così Giuseppe Ventura etichetta la cancellazione dal programma di mandato del sindaco Conti del trasferimento della questura nell’ex palazzo della Provincia in Piazza Vittorio Emanuele II. «Perché chi ha fatto del tema sicurezza uno strumentale cavallo di battaglia elettoralistico e demagogico abbandona oggi come se nulla fosse un progetto-chiave rispetto al primario obiettivo di tutelare i nostri cittadini?», si chiede l’ex vicepresidente del consiglio comunale, che ricorda: «Negli anni scorsi mi sono speso ripetutamente, anche sul vostro giornale, per sollecitare un trasferimento che non ha alcuna controindicazione e presenta invece molteplici vantaggi. E ciò non soltanto in termini di efficienza logistica e di controllo quotidiano del territorio in generale (tutte le strutture delle forze dell’ordine sono collocate a nord dell’Arno), ma anche e soprattutto con specifico riferimento all’esigenza di presidiare con maggiore efficacia l’area nevralgica della Stazione, che deve tornare ad essere un decoroso biglietto da visita per la città di Pisa».

«D’altronde – prosegue Ventura – gli sconcertanti episodi della cronaca recente (vedi “Striscia la notizia”) purtroppo dimostrano che l’urgenza di fare meglio in quella zona c’è, eccome. E allora, una volta tanto che abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto, perché rinunciarvi? Non a caso, il consenso su questa scelta e sulle sue motivazioni è sempre stato davvero ampio tra gli esponenti politici, tra i cittadini e tra le stesse forze dell’ordine, con la sola voce stonata del Siulp: il progetto è sgorgato da un confronto istituzionale e democratico ampio e fecondo e ha fatto registrare fin dall’inizio un generale apprezzamento, trovando il sostegno esplicito delle massime autorità allora in carica, dal ministro degli Interni Minniti al presidente della Regione Rossi, ai prefetti e ai questori».

«Nella scorsa consiliatura, per le mie battaglie in prima linea sul tema sicurezza e per questa in particolare, ero stato ingiustamente accusato dall’allora opposizione di sinistra di voler addirittura “militarizzare” la città. Tutto – conclude Ventura – mi sarei aspettato meno che di vedere ostacolato questo progetto cruciale da una giunta di tutt’altro orientamento, che ama sventolare continuamente le bandiere dell’ordine e della sicurezza, ma che evidentemente fatica a passare dalle parole ai fatti». —

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