Il Tirreno

Pisa

capacità giornaliera di 1.200 dosi 

Da lunedì il maxi centro all’ex Cpt di Ospedaletto Chiusi gli altri tre punti

L.R.D.
Da lunedì il maxi centro all’ex Cpt di Ospedaletto Chiusi gli altri tre punti

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pisa. Ci siamo, da lunedì su Pisa sarà pronta e funzionante una struttura unica per portare avanti la campagna di vaccinazione sul territorio. Si tratta della ex mensa del Cpt di Ospedaletto, in via Bellatalla, che sostituirà i tre presidi attuali: quello del distretto di via Garibaldi a Pisa, quello di Marina di Pisa e quello di Cascina. Secondo le attese della Società della salute, l’attuale capacità (almeno teorica) di circa 500 somministrazioni al giorno, aumenterà fino a 1.200. Con possibilità di aumentare.

Sembra tramontata, pare in modo definitivo, l’ipotesi del doppio hub. C’erano anche stati dei sopralluoghi nell’ex distretto sociosanitario di via Cilea, al Cep, anch’esso messo a disposizione dal Comune. Ma la strategia attuale è quella di concentrarsi soltanto su una struttura.

La partenza dei lavori è improntata alla prudenza: si cominciano a trasferire operatori e materiali piano piano, da lunedì, misurando l’impatto dell’organizzazione con numeri all’inizio più bassi, garantendosi la possibilità di risolvere eventuali problematiche.

Per questo motivo il primo a muoversi, lunedì 12, sarà il punto vaccinale al distretto di via Garibaldi. Martedì 13 si sposterà il punto vaccinale di Marina di Pisa di via Andò e infine, mercoledì 14, il punto di Cascina, di via De André. Anche se gli spostamenti sono “diluiti” su tre giorni, i tre punti vaccinali attuali saranno chiusi contemporaneamente lunedì. Dentro il nuovo centro vaccini pisano lavoreranno in sessanta: una trentina tra infermieri e operatori socio-sanitari, circa venti medici e dodici amministrativi. La referente della struttura sarà la dottoressa Elena Ciampa.

Cosa cambierà nello specifico? Spiega Sabina Ghilli – direttrice della Società della salute zona pisana – che «ci sarà l’occasione di passare dalle linee attuali, che erano fino a un massimo di nove, alle attuali dodici che possono arrivare fino a sedici linee. Ma si consideri che non lavoravano per 12 ore, come invece sarà a Ospedaletto. Utilizzando gli spazi distrettuali, dovevamo impiegare gli spazi residui per non comprimere le altre attività come ambulatori e prelievi».

Come linee s’intendono due postazioni vaccinali, con un medico e due infermieri per ciascuna. Anche se sarà possibile aumentarle in futuro. Ci sono tempi non comprimibili, come l’attesa del post-vaccino.

Attualmente non sono previsti servizi di trasporto per chi arriva da fuori. «Valuteremo se attivarli – specifica Ghilli – se dovesse presentarsi la necessità di farlo». —

L.R.D.

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