Il Tirreno

Pisa

Stalker neutralizzata con il braccialetto elettronico

Pietro Barghigiani PISA.
Stalker neutralizzata con il braccialetto elettronico

Divieto di avvicinamento all’ex fidanzato che l’ha denunciata venti volte 

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Sarebbe una storia di ordinario stalking con il consueto campionario di intrusioni moleste nella vita altrui se non fosse per quel particolare che arricchisce la variante su un tema sempre più ricorrente.

Per una volta è la componente femminile della coppia che implode a doversi difendere dall’accusa di perseguitare l’ex partner.

Con lui parte offesa e lei raggiunta dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento con tanto di braccialetto elettronico.

Lui ha un dispositivo che rileva la presenza della donna nel raggio dei 300 metri. Una distanza minima decisa dal giudice.

Un provvedimento arrivato dopo svariati solleciti accompagnati da denunce dettagliate su quanto fosse impossibile per il bersaglio della donna continuare a vivere un’esistenza serena senza sentirsi sempre nel mirino.

È una vicenda che risale al 2017 e che nel tempo ha visto crescere la richiesta di aiuto dell’uomo con la presentazione di venti querele sfociate in sei procedimenti penali, di cui per stalking sempre contro la stessa persona, una 37enne pisana frequentata per qualche mese che all’addio ha reagito con incursioni violente e invasive nella vita del compagno.

«Io lo amo e anche lui mi ama, devo solo farglielo capire» è la risposta che dà la donna a chi la invita a smettere di importunare l’ex da anni e con una frequenza che alla fine è sconfinata in innumerevoli denunce.

Un campionato di pedinamenti, scenate, inseguimenti e aggressioni in presenza di altre persone in occasione di incontri non sempre casuali.

Messaggi con minacce e offese in un martellamento continuo che ha portato l’uomo, 44enne, anche a lasciare la propria abitazione.

Per un periodo ha provato a vivere fuori regione a casa di una parente. Ma la sua stalker è riuscita a rintracciarlo con un’apparizione senza preavviso che ha dato alla “preda” la certezza di quanto potesse essere braccato.

Ieri mattina nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip Pietro Murano è stata depositata la perizia dello psichiatra Alberto Petracca disposta dal giudice. Per lo specialista la giovane è socialmente pericolosa. Gli atti sono tornati alla Procura che, su richiesta della parte offesa, dovrà valutare l’eventuale applicazione di una misura di sicurezza più restrittiva rispetto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.

Per ora lo stop a distanza sembra funzionare, ma di fronte a un quadro clinico certificato serve altro.

L’ipotesi potrebbe essere il ricovero coatto in un centro di cura e custodia.

Nell’udienza (pm d’udienza Flavia Alemi) le parti hanno preso conoscenza della perizia del consulente del giudice.

L’indagata è difesa dall’avvocato Chiara Benedetti, mentre la vittima delle persecuzioni è tutelata dall’avvocato Rubina Colombini. —



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