Il Tirreno

Pisa

Droga in auto, chieste due condanne

Pietro Barghigiani
Droga in auto, chieste due condanne

Nel luglio scorso i carabinieri arrestarono una coppia trovata con dieci chili di hashish. Il pm: sei anni per lui e cinque per lei

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VECCHIANO. Li fermarono alle 2 del mattino all’uscita del casello di Pisa Nord. I carabinieri sapevano che in quella Citroën C3 c’era qualcosa di sospetto. Al volante lui, lato passeggero lei. Quando videro la paletta dei militari alzarsi capirono che le probabilità di passare il posto di blocco erano prossime allo zero. Pronostico azzeccato: nel bagagliaio i carabinieri del nucleo radiomobile trovarono dieci kg di hashish. Un ritrovamento che all’epoca, luglio 2020, si tradusse in un arresto e che ieri mattina è diventata una richiesta di condanna per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il pm Flavia Alemi ha chiesto, in abbreviato, sei anni per Denis Prenjasi, 41 anni, formale residenza a Ponsacco, di fatto senza fissa dimora, e cinque a carico di Loredana Anelis, 30 anni, di Vecchiano. Il primo era difeso dall’avvocato Paolo Pieracci il secondo dal legale Maurizio Campo. Il gup Pietro Murano ha rinviato a giugno per la sentenza. Una dritta arrivata nell’ambito di un’indagine più ampia che nel luglio scorso centrò il bersaglio: nell’auto furono trovati undici panetti per un totale di dieci chili di hashish. Una volta scoperto il carico per conducente e passeggera la tappa successiva fu la caserma di via Guido da Pisa e poi il carcere.

Nel frattempo sono tornati in libertà e dopo la richiesta di rinvio a giudizio i legali hanno chiesto il rito abbreviato. L’operazione si concluse alle 2 del mattino e iniziò con la ragionevole certezza che l’auto della coppia potesse trasportare sostanze stupefacenti. Prenjasi non ha mai chiarito origine e destinazione finale dell’hashish. Nelle sue dichiarazioni c’era stato solo il tentativo di tenere fuori dalla storia la Anelis prendendosi la colpa per il carico illegale. I carabinieri erano schierati nell’area di Pisa Nord in attesa dell’auto segnalata.

Quando la C3 era uscita dalla barriera l’alt dei militari aveva dato il via a un conto alla rovescia concluso con le manette. Alla richiesta di documenti al conducente, il 41enne mostrò un’incertezza che per gli investigatori diventò conferma. Un’agitazione anomala. Lo stesso per la giovane che aveva accanto. L’apertura del bagagliaio chiarì ogni dubbio con i dieci chili di hashish suddivisi in panetti. —

Pietro Barghigiani

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