Sicurezza
Pisa, undici metri di rabbia il Lecce ringrazia l’arbitro
Rigore nettissimo non concesso ai padroni di casa, la corazzata salentina espugna l’Arena con un penalty di Coda
Antonio Scuglia
Pisa. Meritava qualcosa di più Knaster per la sua prima all’Arena, preceduta dal ricordo di don Baldo Batini, lo storico assistente spirituale del Pisa scomparso nei giorni scorsi. Ma in una gara giocata benissimo nel primo tempo e discretamente nel secondo, contro il Lecce lanciatissimo verso la promozione diretta in serie A, è risultata decisiva un’incognita che non era la sfortuna bensì l’arbitraggio.
Hanno vinto i salentini con un rigore così così alla mezz’ora della ripresa: forse c’era e forse no, sicuramente è stato molto ingenuo Mazzitelli nell’avvicinare il suo piede sinistro a quello di Henderson che stava arpionando un pallone ben giocato nello stretto da Rodriguez, attaccante classe 2001 proveniente dalle giovanili del Real Madrid.
In tutta onestà, è un rigore che si poteva dare o non dare. Il punto è che al 29’ del primo tempo l’arbitro Marinelli di Tivoli e l’assistente Bercigli di Firenze si sono tappati gli occhi per non vedere un fallo grande come una casa di Maggio su Palombi, che si era presentato a tu per tu con Gabriel dopo una sponda di testa di Gucher: l’ex Napoli e Nazionale italiana lo ha travolto in modo palese e in un mondo normale avremmo avuto rigore più espulsione, ma nella serie B di quest’anno le regole evidentemente sono diverse. L’ha presa male soprattutto D’Angelo che pare abbia ricordato a Bercigli qualcosa del tipo «Sei lo stesso dell’Entella»: anche nel match di gennaio in casa dei liguri il guardalinee offrì una pessima prestazione, inventandosi il fuorigioco che fece annullare il raddoppio nerazzurro di Benedetti prima del ribaltone dei locali.
Pochi minuti prima, fra l’altro, lo stesso Palombi aveva sfiorato il gol: lanciato sulla destra da un ispiratissimo Birindelli, aveva tagliato verso la porta avversaria ma il suo tiro è stato murato da una scivolata di Lucioni autore di una pregevole diagonale.
Contro i salentini, provenienti da dieci turni utili consecutivi (e cinque vittorie nelle ultime 5 gare), D’Angelo aveva cambiato modulo utilizzando un 3-5-2 che ha valorizzato molto la verve di Lisi e soprattutto Birindelli. 4-3-1-2 quello del Lecce che non ha mai accelerato i ritmi dando l’impressione che lo 0-0 non gli sarebbe dispiaciuto, salvo ovviamente ringraziare per un’eventuale bella sorpresa nell’uovo di Pasqua, che poi in effetti si è materializzata. Poco prima del gol decisivo i nerazzurri erano poi passati alla difesa a 4, ma la mossa non ha portato gli effetti voluti.
Ultima nota: ancora fuori Siega, e Meroni che figurava fra i titolari nelle note ufficiali si è fatto male nel riscaldamento, ma in panchina ieri c’erano Mastinu e Soddimo, anch’essi negativizzati dal Covid. Bentornati! —
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