Sicurezza
File interminabili ai supermercati e fioristi e tabaccai gonfi di rabbia
Scaffali presi d’assalto dopo l’ordinanza della Regione che ha stabilito la chiusura delle attività oggi e domani
Roberta Galli
pisa. Supermercati presi d’assalto anche a Pisa. Ieri lunghe file agli ingressi e alle casse per gli acquisti per il tradizionale pranzo di Pasqua. Una scena fotocopia vissuta un po’ in tutti i punti vendita legati alla grande distribuzione. La zona rossa imposta a livello nazionale, in questi giorni di festa, e in più l’ordinanza a sorpresa firmata l’altra sera dalla Regione, hanno precluso ogni possibilità. E così, nella giornata di ieri, i supermercati, ma non solo, sono diventati il punto di riferimento per far scorta di beni di prima di necessità. Già dalle prime ore del mattino la pressione si è fatta sentire. File un po’ ovunque, naturalmente nel rispetto del distanziamento e dell’applicazione delle norme igieniche imposte dagli addetti ai lavori, ma questo non ha scoraggiato i molti pisani che si sono ritrovati all’ultimo a dover fare la spesa anche per il giorno di Pasquetta, vista la chiusura totale dei punti vendita. E la corsa all’acquisto per una tavola imbandita a festa secondo tradizione è andata in scena anche per questa Pasqua 2021, dove a dettar legge è stato ancora una volta il Covid. La chiusura poi dei ristoranti (è ammesso solo l’asporto su prenotazione) ha di fatto imposto un pranzo da consumarsi esclusivamente tra le mura domestiche, e quindi diventa naturale fare un salto in negozio o al supermercato per acquistare anche una bottiglia di vino o una semplice colomba.
Il Covid ancora una volta ha imposto i suoi limiti. E nel girone infernale, quest’anno, sono finiti, tra le polemiche generali, anche tabacchi e fiorai, chiusi oggi e domani. Un provvedimento mal digerito dalla categoria. La stretta è arrivata dalla Regione venerdì sera, con la nota ordinanza che non permette l’apertura delle attività suddette per Pasqua e Pasquetta e le critiche, per quello che viene definito un provvedimento «ingiusto» e «senza preavviso», non si sono fatte attendere. Massimo Bartalini, della tabaccheria Scaltatti 1896, non nega di essere amareggiato: «Sono molti anni che con mia moglie gestisco l’attività, ma una cosa del genere non era mai accaduta. Capisco l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ma non si può avvertire un operatore il giorno prima che dovrà rimanere chiuso per legge». Critico anche Leonardo Simonetti della tabaccheria Fortuna. Simonetti in sei anni di attività non ha mai chiuso un giorno: «Ho l’amaro in bocca, non lo nego. Venerdì avevo fatto scorta di tabacchi in vista delle feste e martedì dovrò pagare la merce anche se non è venduta. Un provvedimento, quello della chiusura, che non ha tenuto conto delle esigenze di chi lavora in proprio». Sulla stessa lunghezza d’onda Barbara Barsacchi, della tabaccheria Isola della Fortuna a Marina: «Siamo rimasti senza parole, non si può comunicare uno stop poche ore prima. Noi offriamo un servizio e la chiusura ci danneggia».
Dispiaciuti di dover chiudere le proprie attività sono anche i fioristi. «Mi rendo conto che siamo di fronte ad una emergenza epocale – dice Nicoletta Spadi, titolare di Floart – ma io ho acquistato merce in vista della Pasqua e non mi sembra giusto emanare un’ordinanza così a ridosso, quando ormai il lavoro è programmato. Per fortuna possono continuare con le consegne». Concorde la collega Beatrice Papeschi de La Fioreria del Borgo: «Non trovo giusto non permettere ad una attività come la nostra di non lavorare per questi giorni. Tagliare fuori anche piante e fiori è un errore che penalizza la categoria. La nostra poi è merce deteriorabile». —
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