Sicurezza
Lo studio degli industriali: con pochi interventi i tempi sono già accorciabili ora
PISA. «Velocizzare la linea ferroviaria Pisa-Firenze è possibile già ora e con un investimento minimo. Per ridurre a circa 35-38 minuti, rispetto agli attuali 52 minuti (per il treno più veloce), il tempo di percorrenza basterebbe un intervento sul materiale rotabile e sulla tecnologia, ovvero su blocco e segnalamento». L’Unione Industriale Pisana, in base agli studi eseguiti dai propri ingegneri, propone una soluzione-ponte e immediata alla questione, attualissima nel dibattito di questi giorni, sulla necessità di un collegamento veloce Pisa-Firenze, rilanciato dalle recenti dichiarazioni di Enrico Letta cui molte voci, e trasversali, si sono aggregate, e dal patto siglato giovedì tra i sindaci di Pisa, Firenze, Lucca e Livorno.
L’idea di chiudere finalmente l’annosa pagina di una Toscana a due velocità è apprezzata dagli imprenditori di Uip, che chiedono ai politici locali, regionali e nazionali che rappresentano questo territorio di investire realmente nel potenziamento delle infrastrutture di Pisa.
In relazione al miglioramento del collegamento Pisa-Firenze si segnalano i tre studi commissionati da Uip negli ultimi cinque anni, l’ultimo della fine del 2020.
Attualmente dalla linea Pisa-Firenze è stato soppresso il treno diretto, senza fermate intermedie, con la conseguente perdita di minuti preziosi per il collegamento della tratta. «Con un investimento minimo su materiale rotabile e sulla tecnologia (blocco, segnalamento) si può ridurre la distanza tra la dorsale appenninica e la costa a circa 35-38 minuti», dicono gli industriali. «Una soluzione – aggiungono – che dovrebbe naturalmente andare in parallelo con un piano di investimenti più importanti finalizzati a quadruplicare l’attuale linea Pisa-Firenze nelle tratte in cui è possibile; realizzare una linea metropolitana di superficie tra Pisa, Lucca e Livorno; investire sulla linea tirrenica in modo da ottenere almeno una velocità di esercizio di 200 km/h».
Ma perché potenziare e investire su Pisa? «Perché, a dimostrazione della vivacità economica, dell’importanza culturale e dell’interesse turistico del sito, la stazione di Pisa Centrale – sosotengono gli industriali – è forte anche di una posizione cruciale per i collegamenti ferroviari tra la linea costiera e le località all’interno della Toscana (in primo luogo Firenze, ma anche Lucca ed altre). Quella di Pisa, tra l’altro, risulta già essere una delle 18 più importanti stazioni italiane per volume di traffico nell’intera rete nazionale. Negli ultimi anni però, soprattutto dopo l’avvento dell’alta velocità, Pisa non ha goduto degli investimenti infrastrutturali che sono stati invece realizzati in altre stazioni anche meno strategiche. Anzi, Pisa ha subìto una serie di penalizzazioni. Per un lungo periodo, la Stazione di Pisa ha vissuto il mancato aggiornamento della tecnologia impiegata per il sistema di comando e controllo e ha visto ridursi le tratte di pertinenza. Tutte queste scelte sono state dettate evidentemente da decisioni politiche a livello nazionale e regionale che hanno costretto Pisa a un immobilismo preoccupante. Gli effetti di quelle scelte, avvenute nel recente passato, si trasferiscono nell’oggi, caratterizzato da una linea ferroviaria Pisa-Firenze non adeguata ai flussi e ai tempi di percorrenza richiesti dalle attuali esigenze commerciali.
Gli imprenditori dell’Unione Industriale Pisana ritengono quindi «che sia il momento che la politica prenda decisioni importanti per il futuro di Pisa e di questa parte della Toscana, favorendo i collegamenti che sono motore di sviluppo per generare tutte quelle attività indotte che potranno favorire la ripresa post pandemia». —
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