La manifestazione
«Il processo telematico non va danneggia i diritti dei cittadini»
pisa. Tre giorni di astensione dalle udienze all’inizio di questa settimana per protestare contro la scarsa funzionalità del processo penale telematico. Una soluzione accelerata causa Covid in modo da ridurre al minimo le presenze negli uffici giudiziari, ma che presenta evidenti lacune.
La Camera Penale di Pisa elenca le domande più diffuse tra i clienti che hanno la sventura di finire indagati. «Ma scusi, ho ricevuto l’avviso di conclusione indagini dieci giorni fa l’ho portato subito all’avvocato e non posso ancora sapere niente?». Oppure: «Se mi fanno identificazione ed elezione di domicilio vuol dire che un’indagine c’è. Perché devo aspettare un mese per il certificato 335?». «Io l’ho già nominata! Perché devo nominarla ancora e aspettare dieci giorni?»
Scrive la Camera Penale pisana: «Vi sono altri interrogativi ben più coloriti con i quali si ipotizza una incapacità informatica del legale o si sospetta l’invenzione di una scusa volta a celare una inattività oppure si aprono discussioni sul governo e sul fatto che “a mandarti sotto processo ci vuole un attimo e a spiegarti il perché ed il percome ci vogliono competenze tecniche, pazienza e almeno due settimane”. Come sempre i penalisti pongono il problema ma propongono anche una soluzione, già indirizzata al ministro Cartabia: fino a quando il sistema informatico non funzionerà alla perfezione deve essere ripristinata anche la possibilità del deposito cartaceo».
I penalisti chiedono il cosiddetto “doppio binario” per i depositi. «Anche questa volta, come sempre e come da sempre, non abbiamo scioperato per noi, per i diritti dell’avvocatura o per recriminazioni “di categoria” – conclude la Camera Penale –. Abbiamo protestato per i cittadini, per i loro sacrosanti diritti, per quell’inciso “nel più breve tempo possibile” che l’articolo 111 della Carta Costituzionale assicura alla persona accusata di un reato per informarla “dei motivi dell'accusa elevata a suo carico”. Il processo, addirittura il procedimento, è già una pena: vogliamo, anzi, pretendiamo, che vi sia rispetto per il diritto di informazione tempestivo di coloro che la pena (sotto forma di ansia, agitazione, stress ed esborsi economici) la stanno pagando in anticipo». —
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