Il Tirreno

Pisa

la replica del dirigente caruso 

«Il Galilei è una scuola d’inclusione e integrazione»

3 MINUTI DI LETTURA





pisa. Afferma di essere stato discreditato con una serie di accuse false e infondate. Il dirigente dell’istituto comprensivo “Galileo Galilei” Salvatore Caruso interviene dopo il caso della madre di un’alunna disabile che nei giorni scorsi ha denunciato a Il Tirreno il caso di sua figlia a cui sarebbe stata negata la possibilità di seguire le lezioni in presenza (per protesta la madre ha disertato la didattica a distanza, raccogliendo in questo senso anche la solidarietà di altri 11 genitori). «L’articolo 43 del Dpcm del 2 marzo – spiega Caruso – afferma testualmente: “Sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. Tale norma, come anche chiarito dal ministero dell’Istruzione, “… non comporta come automatismo la necessità di una didattica in presenza…” dal momento che “... talora essere del tutto compatibile con forme di didattica digitale integrata, salvo diverse esplicite disposizioni contenute nei già adottati progetti inclusivi...”. Ed invero, sempre come indicato nella nota richiamata, le scuole “... non dovranno limitarsi a consentire la frequenza solo agli alunni e agli studenti...” con disabilità o Bes, ma proprio per attuare una reale inclusione “...valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe, secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito...”: con questi compagni gli studenti con Bes o con disabilità potranno “...continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”». «Nell’ambito di tale impianto normativo – sottolinea il dirigente Salvatore Caruso – la scuola Galilei e il suo dirigente, nel rispetto dei diritti degli studenti Bes e con disabilità, venuti a conoscenza, via social, del passaggio in zona rossa della Toscana hanno ritenuto di dover organizzare l’attività degli studenti con disabilità e Bes nel rispetto dell’effettiva inclusione con altri alunni della classe. Tale gestione, al fine di garantire i diritti di relazione e di inclusione di tutti gli studenti dell’istituto, necessitava di un momento di condivisione con i genitori tutti, anche con quelli degli alunni che non si trovano nelle situazioni di svantaggio. Detto ciò, ritengo doveroso ricordare che la scuola non è un parcheggio o un deposito. La scuola deve adempiere al ruolo istituzionale di educazione, formazione e inclusione effettiva. Far frequentare in presenza un solo studente con disabilità o Bes, senza l’effettiva inclusione, significa non adempiere al ruolo istituzionale che viene affidato alla scuola. Ribadisco che l’istituto Galilei rispetta i diritti di tutti, in conformità alle disposizioni normative, anche emergenziale come quelle attuali. La nostra è una scuola dell’inclusione e dell’integrazione». —© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa