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san giuliano terme 

Un tetto a chi non ce l’ha grazie alla parrocchia

Un tetto a chi non ce l’ha grazie alla parrocchia

La casa del campanile nella rete di spazi a disposizione del progetto di accoglienza della Società della Salute

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SAN GIULIANO TERME. Due camere, una sala con annessa cucina e un bagno. La casa del campanile, la canonica della chiesa di San Giovanni Battista a Ghezzano nel comune di San Giuliano Terme, è un nuovo appartamento di “Housing First”. Si allarga ulteriormente la rete delle case a disposizione dell’innovativo progetto messo in campo ormai da due anni dalla Società della Salute della Zona Pisana, e gestito dalla Cooperativa sociale “Il Simbolo”, che vede proprio nell’inserimento abitativo delle persone senza dimora il punto di partenza dei percorsi d’integrazione sociale.

La parrocchia di Ghezzano da una parte e l’associazione “Amici della Strada” dall’altra sono i nuovi alleati di un progetto con cui nell’occasione ha collaborato anche il Comune di San Giuliano Terme, e che, con la casa del campanile, vede salire a sette gli alloggi a disposizione e che in poco meno di due anni ha consentito ai sei persone senza dimora pisani di ritrovare, insieme a un tetto, anche una normalità perduta da troppi anni: nello specifico la casa del campanile può accogliere anche due persone, ma inizialmente ve ne abiterà una soltanto per ridurre i rischi collegati alla convivenza fra persone che si conoscono superficialmente.

«L’accoglienza e la carità sono parte del dna della nostra comunità da ben prima del mio arrivo al servizio di questa comunità – dice il parroco di Ghezzano don Alessio Lenzarini –: da molti anni ormai ospitiamo l’associazione “Amici della Strada” che utilizza i nostri locali per preparare i pasti che distribuisce in strada. È un rapporto che negli anni è divenuta amicizia e stima reciproca: per cui quando ci hanno chiesto la disponibilità di un alloggio, proprio non abbiamo dubbi a mettere a disposizione la casa. La garanzia sulla bontà dell’iniziativa per noi sta nella loro passione, esperienza e anche competenza». L’alloggio, infatti, è stato messo a disposizione dell’associazione ad un canone minimo, «che comunque – spiega la presidente Tiziana Passuello –: non pagheremo noi, se non in un primissimo periodo. La casa, infatti, diventerà un’altra delle abitazioni di “Housing First”, progetto che prevede che siano proprio i nuovi inquilini a farsi carico dell’affitto. Perché lo abbiamo fatto? Dopo molti anni di servizio in strada, volevamo fare un passettino ulteriore verso l’integrazione delle persone senza dimora e abbiamo toccato con mano, in questi, mesi che Housing First funziona – continua –: siamo davvero grati alla parrocchia di Ghezzano per la disponibilità dell’alloggio che è già a disposizione del progetto e più in generale del sistema d’interventi per l’alta marginalità di “Progetto Homeless” che include anche l’asilo notturno e l’unità di strada». Alla parrocchia di Ghezzano e all’associazione “Amici della Strada” arriva anche la gratitudine della presidente della Società della Sds Gianna Gambaccini. «Il nostro territorio – conclude Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano – vanta esperienze all’avanguardia sul tema della politiche sociali basate sull’inclusività e questo di Ghezzano non fa certo eccezione». —

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