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Albergatori di Pisa in crisi: "Senza turisti nei giorni di Pasqua e ristori inadeguati"
Imprenditori sconsolati per l’ennesima festività in zona rossa: "Stiamo combattendo la terza guerra mondiale"
PISA. «Stiamo combattendo una terza guerra mondiale contro un nemico invisibile. La mia famiglia, con il nostro albergo, ha già affrontato due di eventi bellici, lo scorso secolo, e adesso tocca a noi a dover far fronte a questa emergenza epocale che paragonerei ad una nuova guerra». Parola di Nicola Piegaja che insieme al fratello Maurizio sono proprietari e gestori dell’antico Royal Victoria Hotel, in lungarno Pacinotti a Pisa. Un albergo che durante la pandemia non ha mai chiuso i battenti e ha cercato, con estrema difficoltà, di navigare nel mare in tempesta. E adesso questa Pasqua 2021 di nuovo “in zona rossa” per il turismo straniero e locale. L’attesa apertura, che avrebbe potuto dare ossigeno a un settore fortemente in crisi, non c’è. Il Covid continua a dettare restrizioni e le prospettive della ripresa si allungano. Mentre la bella stagione incalza tra i timori di dover affrontare una estate fotocopia 2020: pochi turisti concentrati nelle due settimane centrali d’agosto, con il morale degli operatori che resta a terra.
«È stato un anno difficilissimo – spiega Piegaja – il nostro settore ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo. Noi abbiamo deciso di restare aperti, ma non è facile. In città non ci sono turisti e le prenotazioni cose poche. Noi lavoriamo, chiaramente, con numerosi ridotti, rispetto alle potenzialità, soprattutto durante la settimana con pendolari, dipendenti di aziende impegnate su Pisa o persone che hanno bisogno di un alloggio temporaneo. Ma non è la normalità».
E poi ci sono i costi vivi. «Abbiamo cercato di ottimizzare le spese – continua l’albergatore – anche con l’appoggio dei nostri dipendenti, che non si sono mai tirati indietro, e sono rimasti sempre al nostro fianco. Ma non è semplice far quadrare i bilanci, a fronte di ristori non adeguati alle perdite».
Una situazione difficile ben fotografata anche da Andrea Romanelli, titolare dell’Hotel La Pace di Pisa e presidente di Federalberghi di Pisa e Provincia. Anche l’albergo La Pace è rimasto aperto e ha potuto toccare con mano le conseguenze del virus: «Con questa Pasqua così, c’è ben poco da sperare, ma anche i mesi alle spalle non sono stati dei migliori. Come alberghi si lavora poco. Molti colleghi, anche qui a Pisa, hanno deciso di chiudere. Chi, invece, è rimasto in sella, ha potuto ricaricare le pile. Per la verità si tratta di un piccola minoranza che si è spartita una fetta di clienti: lavoratori in generale, o dipendenti pubblici, grazie a convenzioni con enti, dando alloggio nei giorni centrali della settimana, ma restando vuoti nel weekend. La Pasqua avrebbe potuto dare una mano a tutto il comparto, ma la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti. Per non parlare dei ristori, una goccia nel mare. La ripresa? Secondo me non prima di settembre prossimo».
Situazione non semplice anche per l’Hotel Duomo in via Santa Maria. Un albergo che fino allo scorso anno era il punto di rifermento per il turismo legato alla Torre. «Il Covid ha portato anche per noi – afferma il proprietario Marzio Benedetti – molte difficoltà. Stiamo aperti, in attesa di tempi migliori, ma i clienti sono pochi rispetto alla nostra offerta, mentre le spese fisse restano inalterate. Cosa ci aspettiamo? Una normalità, non c’è ombra di dubbio, per poter tornare a lavorare come prima, anche se i tempi al momento non sono certi. Speriamo in questa estate: di poter contare su qualcosa di più sostanzioso e di non ripetere quello che è accaduto lo scorso anno».
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