Toscana
Capodanno pisano, la Regione fa marcia indietro
Salta l’abbinamento con Fucini dopo lo scontro con il Comune. Mazzeo: dalla prossima edizione condivideremo i percorsi
PISA. Nessun abbinamento con le celebrazioni toscane di Fucini. E valorizzazione del Capodanno pisano. Marcia indietro della Regione dopo le polemiche aperte dall’assessore comunale alle manifestazioni storiche Filippo Bedini. «Voglio prima di tutto prendere l’impegno di costruire la prossima edizione con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni pisane, condividendo in tempo utile programmi e percorsi», annuncia Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale, in un intervento dal titolo “Il Capodanno della mia Pisa”.
«Giovedì 25 – scrive Mazzeo – si celebrerà il Capodanno pisano e io sarò in Cattedrale per la celebrazione del raggio di sole che segnerà l’ingresso, secondo lo stile pisano, nel 2022. Lo farò, quest’anno, con un augurio e una speranza speciale, per lasciarci alle spalle il prima possibile il difficile anno che sta per finire e aprirci ad una nuova stagione ricca di opportunità. Voglio esprimere il mio sincero apprezzamento per le associazioni che custodiscono e valorizzano le tradizioni della città di Pisa, che ormai sento mia perché quella in cui ho scelto di vivere e in cui costruire la mia famiglia. E per questo ringrazio il Comune dell’invito».
«Il legame con la mia città – dice ancora Mazzeo – mi porta naturalmente a considerare questa ricorrenza come particolarmente importante. Quest’anno sia le condizioni eccezionali legate all’epidemia, sia il poco tempo a disposizione dopo la mia elezione a presidente del consiglio regionale con la necessità di dare piena operatività all’ente fino all’approvazione del bilancio 2021, hanno impedito di affrontare la preparazione e le scelte in merito al Capodanno in modo adeguato nei tempi e nei modi, causando inevitabilmente passaggi affrettati».
Per questo «voglio prima di tutto – sottolinea il presidente del consiglio regionale – prendere l’impegno di costruire la prossima edizione con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni pisane, condividendo in tempo utile programmi e percorsi. Condivido inoltre la necessità di valutare la possibilità di rivedere la legge regionale 46/2015 ed il suo riferimento al Capodanno del 25 marzo, cercando una formulazione più corretta e rispettosa della storia».
«Vorrei per questo smorzare definitivamente la polemica, anche accesa, nata in questi giorni rispetto alla volontà della Regione di commemorare, all’interno delle celebrazioni del Capodanno, la figura di Renato Fucini, di cui ricorre il centenario dalla morte avvenuta il 25 febbraio del 1921. Per non creare sovrapposizioni (peraltro il 25 marzo è anche il Dantedì), l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale – spiega Mazzeo – ha dunque deciso di posticipare le iniziative dedicate a Fucini alla seconda metà del mese prossimo. Cominceremo a Pisa, in Sala delle Baleari, il 16 aprile e continueremo nei giorni successivi nella Villa fuciniana di Dianella a Vinci, poi a Firenze, per finire a Monterotondo, il suo paese natale».
Secondo Mazzeo «ricordare in occasione di questa ricorrenza la figura di Renato Fucini significa valorizzare una figura di toscano a tutto tondo per la sua biografia (nato in Maremma, studente a Pisa, impegnato nell’amministrazione pubblica a Firenze al tempo della capitale, impegnato nel ministero della Pubblica istruzione a Pistoia e nell’Appennino, residente a lungo fino alla morte nell'empolese) e valorizzare oltremodo il suo legame con Pisa, dato che il Fucini è il primo a dare dignità letteraria al suo vernacolo. Dunque – conclude – una figura che a cento anni dalla morte è giusto ricordare e agganciare alla ricorrenza che valorizza lìanno toscano e un’opportunità per Pisa di essere perno delle celebrazioni di un personaggio così legato alla vita culturale della città». —
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