La protesta
Un esercito di volontari lasciati senza vaccini
Il presidente delle Misericordie di Pisa sollecita la Regione: «Dispiace vedere che è stata data la precedenza ad altre categorie. Ci sono persone che stanno rinunciando ai servizi, non vogliono mettersi a rischio»
PISA. «Sui vaccini anti-Covid destinati ai volontari delle associazioni che si occupano dell’emergenza sanitaria e dei servizi sociali non si può perdere ancora tempo».
Maurizio Novi, presidente delle Misericordie Pisane, dopo le prese di posizioni e le richieste delle singole associazioni, chiede alla Regione di fare presto. E di vaccinare il prima possibile i volontari. La situazione riguarda tutte le associazioni, dalla Misericordia alla Pubblica assistenza, alla Croce rossa. «La prime vaccinazioni per i volontari della Misericordia su scala provinciale – spiega Novi – ci sono state all’inizio di gennaio. Circa 600 persone per 34 sedi». Poi, la Regione ha accolto altre 1.100 prenotazioni che non hanno avuto alcun esito. «Le vaccinazioni – aggiunge Novi – sono ferme da un mese. Dopo i primi 600 vaccinati tutto si è fermato. All’inizio i volontari hanno atteso senza fare troppe domande. Ora invece molti cominciano a chiedere come mai non sono stati ammessi alla vaccinazione e perché si è data la precedenza a categorie che non hanno a che fare con il terzo settore, non intervengono in caso di emergenza e non assicurano servizi sociali a domicilio a persone fragili». In questo modo c’è un rischio per il volontario ma anche per il paziente. «Le associazioni all’inizio – aggiunge Novi, che ha contattato anche al presidente del consiglio regionale e ai consiglieri regionali di zona – hanno dovuto fare una selezione, scegliere chi far vaccinare prima e chi no. A lungo andare questo sta causando problemi. Ci sono persone che rinunciano ai servizi. Non vogliono mettere a rischio i pazienti o le loro famiglie». La questione è delicata. Stiamo parlando di migliaia di persone in provincia che mettono a disposizione il loro tempo per la comunità, sempre presenti alle iniziative anti-Covid della Regione come quelle per la “Movida sicura” o “Territori sicuri”, con lo screening di massa per monitorare i cittadini positivi e asintomatici. «Non fa piacere vedere che c’è poca considerazione per il volontariato rispetto ad altri settori – aggiunge il presidente delle Misericordie – sapendo che al volontariato sono affidati anche i servizi sociali e quindi l’assistenza a persone anziane e fragili».
A proposito dei vaccini per gli ultra80enni in provincia di Pisa si sta registrando un’altra anomalia. Secondo la Regione a vaccinare gli ultra80enni sono i medici di base che devono andare a domicilio. Ma fare sei vaccini in due ore a volte è impossibile. In questi casi l’Asl Toscana Centro autorizza e paga il trasporto di questi pazienti con l’ambulanza, l’Asl Toscana Nord Ovest non ne vuole sapere. Risultato? I costi sono scaricati sulle associazioni e sugli utenti. E si creano disparità tra cittadini di comuni vicini ma sotto un’Asl diversa. —
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