Italia
«In Santa Maria troppi ripetitori, si facciano tutte le verifiche»
Il comitato di quartiere scrive a Comune, Sovrintendenza e Arpat: vogliamo tutele per la salute e anche per il decoro
PISA. La rivolta delle antenne. Dopo la mobilitazione popolare al Cep, anche il comitato dei residenti di Santa Maria scende in campo. «Condividiamo i motivi della protesta, ritenendo da sempre che certe tipologie di installazioni dovrebbero essere apposte lontano dai centri urbani», scrive il comitato. Che ora chiede al Comune una verifica della regolarità della presenza di ripetitori per la telefonia nel quartiere di Piazza dei Miracoli.
Una situazione che precede anche la protesta dei residenti del Cep. Il comitato, attraverso il proprio vicepresidente, l’avvocato Paolo Mioni, aveva indirizzato, nel giugno scorso, una formale comunicazione al Comune, oltre che all’Arpat e alla Sovrintendenza, riferendo la presenza «di ben due antenne per la telefonia collocate su due strutture recettive alberghiere poste l’una di fronte all’altra, Hotel Duomo ed Hotel Francesco, che si trovano in via San Maria. A queste due antenne – scrive il comitato – se ne aggiunge un’altra collocata a poca distanza sull’Hotel Cecile in via Volta (angolo via Roma). Dunque, nel raggio di un chilometro, in pieno centro storico, a pochi passi da piazza del Duomo, si trovano ben tre antenne per la telefonia riferite a distinti gestori, che preoccupano per gli effetti sulla salute dei cittadini.
L’Arpat, rispondendo al comitato dei residenti, ha precisato di aver effettuato singole simulazioni, una nel 2016 e le altre due nel 2019, per misurare i campi elettrici delle antenne ed ha ricordato come siano stati eseguiti, su richiesta del Comune, misurazioni all’interno delle abitazioni circostanti nel 2015 «quando, di fatto, gli impianti non erano ancora a regime», dicono i residenti.
Il comitato di Santa Maria nel suo esposto ha ricordato la disciplina del codice delle telecomunicazioni «che prevede la possibilità di “condividere” le stazioni radioelettriche “per tutelare l’ambiente e la salute pubblica”, nell’ottica di ridurre l’inquinamento elettromagnetico. Ciò nel caso specifico non è avvenuto».
I residenti hanno chiesto inoltre se fossero stati rispettati tutti i passaggi autorizzativi e se la Sovrintendenza potesse esprimere un proprio diniego alle installazioni delle antenne, collocate a poche decine di metri da piazza del Duomo, tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità. «L’unico soggetto che ha dato un riscontro, seppur in maniera insoddisfacente, è stato l'Arpat, mentre nessuna risposta – scrive il comitato – è giunta dal Comune e dalla Sovrintendenza».
Il comitato chiede ora al sindaco, «visto il lodevole interesse mostrato per i concittadini del Cep, se intenda adottare la medesima condotta anche per la situazione ben più grave che riguarda il quartiere di Santa Maria e se ritenga poi di ordinare, visto che è in suo potere, rilievi presso le abitazioni dei cittadini per valutare l’esposizione di questi ultimi alle onde elettromagnetiche. Diversamente, laddove Comune e Soprintendenza dovessero perpetuare il proprio silenzio, i residenti del quartiere Santa Maria si troveranno costretti a rivolgersi altrove per vedere tutelata la propria salute ed anche il decoro della città nel tratto più conosciuto da chi la visita anche semplicemente da turista». —
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