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Pisa

la proposta al comune 

Troppe zone buie e insicure in centro Il comitato: «Paghiamo noi le telecamere»

Carlo Venturini
Troppe zone buie e insicure in centro Il comitato: «Paghiamo noi le telecamere»

Le piazze Dante e D’Ancona e via Ghini sono nell’oscurità. I residenti pronti a fare una mappa dei luoghi non illuminati

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pisa. Una mappa delle zone buie del centro storico e l’autofinanziamento da parte dei residenti per le telecamere di sicurezza.

Sono solo alcune delle richieste e iniziative del coordinamento dei comitati cittadini.

«Se è vero che il Comune ha illuminato piazza dei Cavalieri e piazza Santa Caterina, sono troppe le zone che rimangono buie», dicono dal comitato, che lamenta i maggiori investimenti nelle periferie rispetto al centro storico.

A tal proposito è rimasta lettera morta la petizione con oltre 130 firme di residenti e commercianti che chiedevano più punti luce in piazza San Paolo all’Orto.

«Piazza Dante, piazza D’Ancona e via Luca Ghini sono ancora nell’oscurità», precisano dal comitato di Santa Maria.

Inoltre, piazza Santa Caterina è stata illuminata solo lungo il perimetro, mentre il centro rimane molto buio, non scongiurando quindi quegli assembramenti vietati in questo periodo di pandemia.

Venendo al tema della sicurezza, i comitati chiedono di poter contribuire alla installazione di nuove telecamere con delle proporzionali riduzioni di alcuni tributi comunali, dall’Imu alla Tari.

I comitati dichiarano: «Constatata la difficoltà dell’amministrazione comunale ad attuare un sistema capillare di controllo, con i mezzi finanziari disponibili, come cittadini chiediamo di poter installare delle telecamere».

I comitati cioè sono disponibili, tramite un’indagine sulla volontà dei propri aderenti, a fornire un progetto finalizzato a potenziare i sistemi di videosorveglianza dei quartieri nell’interesse collettivo, perché le telecamere potranno essere puntate anche su luoghi pubblici, superando i limiti imposti dal garante della privacy.

Per fare ciò sarà necessario anche più di un passaggio dagli uffici della prefettura. Questa richiesta di telecamere per la sicurezza avanzata dai comitati si basa sul decreto Minniti.

Sul punto i comitati precisano quanto segue: «Il decreto prevede, infatti, l’avvio di progetti la cui adozione è connessa a sgravi fiscali circa i tributi comunali come Imu e Tasi, a carico di residenti, amministratori di condomini, imprese, comitati e più in generale di soggetti privati, concernenti la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, in grado di entrare in rete con quelli delle forze di polizia».

Tali iniziative, che comportano il coordinamento con il prefetto, oltre alla necessità di implementare le tecnologie e gli addetti al loro utilizzo, sono già state portate all'attenzione del tavolo di osservazione sulla sicurezza urbana in prefettura.

«È lo stesso sindaco Conti – continuano dai comitati – a prevedere questa soluzione nel suo programma di mandato, quindi non capiamo cosa si sta aspettando».

L’intento dei comitati è fin troppo chiaro e cioè «si vuole garantire che le strade e le abitazioni di Pisa siano presidiate quanto più possibile da occhi elettronici, per questa ragione saranno previsti sgravi fiscali per i privati che installeranno le telecamere di videosorveglianza, contribuendo in tal modo alla sicurezza generale della città».

Lo stallo in cui versa questa mancata adozione di nuove telecamere autofinanziate dai cittadini è dovuta anche «alla mancata attuazione della consultazione dei comitati negli organi partecipativi, cosa che era di nuovo prevista nel programma di mandato del sindaco». —

Carlo Venturini

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