Gioco
Sicurezza, il “salto di qualità” con il pieno recupero delle pinete
Ecco il piano che prefettura ed enti locali hanno messo a punto per contrastare i fenomeni di spaccio e prostituzione
VECCHIANO. Non solo controlli e blitz anti-spaccio. Ma anche telecamere, recuperi ambientali a fini turistici e sportivi. Perché la pineta tra Vecchiano e Torre del Lago torni ad essere patrimonio di tutti e uno spazio sicuro non basta la repressione. E il “salto di qualità” chiama in causa tutti: gli enti locali, Viareggio e Vecchiano in primis, insieme al Parco di San Rossore, come pure le prefetture e le forze dell’ordine. Un punto fermo emerso nell’ultimo Comitato interprovinciale con le prefetture di Pisa e Lucca di cui è convinto Massimiliano Angori, sindaco di Vecchiano, che sul tema sicurezza guarda non solo alla pineta ma all’abitato di Migliarino e ai fenomeni di degrado e criminalità che nel tempo si è cercato di contrastare nella vicina zona industriale.
Sindaco, in che modo la sicurezza del territorio passa anche da questa recente scelta presa nell’ultimo Comitato?
«Far fronte alle criticità che arrivano da questa zona di confine tra le due province di Pisa e Lucca, e al confine tra Vecchiano e Torre del Lago, significa concretamente migliorare la vivibilità e il benessere non solo per questa zona specifica, ma per un territorio molto più ampio, dal momento che i traffici illeciti che qui si sviluppano hanno spesso valenza provinciale, non solo locale, se non addirittura regionale. È importante il contrasto alla criminalità organizzata che si sviluppa in questa zona, finalizzato anche al benessere dei nostri centri abitati. Nel corso di questi cinque anni di legislatura, d’altronde, è stata massima la nostra attenzione come amministrazione nel mettere in campo, in sinergia con tutte le istituzioni preposte, le azioni necessarie per rafforzare il controllo del territorio e portare avanti la lotta anche alla criminalità. In questa direzione è andata la realizzazione nel 2017 della ztl nella zona industriale di Migliarino con la nascita di una centrale di videosorveglianza, così come il progetto cui stiamo lavorando di potenziamento della videosorveglianza nella frazione di Migliarino, progetto denominato appunto “Migliarino SiCura”. Ecco che il raccordo tra le due prefetture viene ad essere, adesso, un elemento fondamentale per rafforzare nel complesso tutte queste operazioni, anche in considerazione di quanto messo a punto proprio dalla nostra amministrazione comunale, in un quinquennio in cui sono stati anche numerosi i blitz delle forze dell’ordine disseminati su tutto il territorio per contrastare fenomeni quali spaccio e microcriminalità organizzata».
I dati sui controlli vi confortano in questo senso?
«I numeri forniti da parte delle forze dell’ordine e dalla istituzioni preposte, relativi anche alle più recenti azioni, sono significativi. Nel periodo 2020/21, tenendo conto anche del lungo lockdown dello scorso anno in cui fino a fine primavera gli spostamenti erano del tutto vietati, se non per motivi inderogabili, sono state contestate 38 sanzioni di violazione al passaggio nella ztl, tenendo anche conto che da autunno scorso è in vigore il coprifuoco e sono attive le zone a colori che disciplinano gli stessi spostamenti. La prefettura di Pisa, inoltre, ci ha fatto sapere che dal 1° gennaio 2021 al 10 marzo sono stati eseguiti controlli su 950 persone, di cui 35 hanno sono state sanzionate, e sono stati sottoposti a controllo anche 198 esercizi commerciali, in un totale di 106 servizi effettuati sul nostro territorio in base ai controlli anti-Covid».
La situazione delle pinete, pensando anche alle recenti operazioni di polizia, resta quella più critica?
«L’attenzione da parte delle amministrazioni comunali è sempre stata alta rispetto a questa tematica. Già nel marzo 2019 nel contesto di un altro Comitato interprovinciale tra Pisa e Lucca per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltosi dopo la maxi operazione antidroga portata a termine dalla questura di Lucca nel dicembre 2018, con lo smantellamento della rete di spaccio che operava nella Pineta di Levante, e l'intensificazione dei mirati servizi di controllo operata anche sul versante pisano con conseguenti arresti e sequestri, si segnalava che l'attività di ripristino della legalità proseguiva, grazie ad una stretta collaborazione tra forze di polizia e Parco, con una opera di bonifica che ha condotto alla progressiva rimozione di baracche e manufatti abusivi adoperati come punti logistici per le operazioni di spaccio. Ora, secondo quanto emerso anche nell’ultima seduta di Comitato interprovinciale che si è svolta circa 10 giorni fa, occorre fare un passo ulteriore per mantenere e migliorare le condizioni di sicurezza dell'area, avviando un piano di riqualificazione complessivo delle pinete».
In che modo?
«Saranno individuate, nell'ambito di un gruppo di lavoro riunito in un vero e proprio tavolo tecnico operativo messo a punto dalla due prefetture, delle specifiche proposte da mettere in campo per la riqualificazione. Sono previsti l'installazione di un sistema di videosorveglianza dislocato in punti strategici di ingresso all'area, interventi di risistemazione dei luoghi per favorire iniziative di carattere sportivo e altri eventi nel rispetto dei vincoli ambientali, aree di addestramento per corpi militari, così da rafforzare la percezione della presenza dello Stato. Al contempo, le forze dell’ordine continueranno nell'attività di vigilanza dell'area e i questori predisporranno un piano di controllo interprovinciale». —
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