Il Tirreno

Pisa

corte dei conti: danno erariale 

Contributo revocato per ritardi: funzionario risarcisce il Comune

P.B.
Contributo revocato per ritardi: funzionario risarcisce il Comune

La Fondazione Pisa ritirò un finanziamento per il restauro delle sale Rossa e Baleari Il conto pagato dall’architetto responsabile del procedimento

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pisa. Quando la Fondazione Pisa aveva scoperto il ritardo nell’ultimazione dei lavori, senza essere stata informata dello sforamento dei tempi di quasi un anno, aveva revocato uno dei due contributi concessi al Comune. Soldi che Palazzo Gambacorti aveva dovuto mettere di tasca propria per finire le opere di restyling della Sala Rossa e della Sala delle Baleari.

Un danno per le casse del municipio che la Corte dei conti contestava al responsabile unico del procedimento, l’architetto Sergio Alabiso, 63 anni, di Pisa, “colpevole” di non aver avvertito la giunta degli stop durante il restauro. Alla fine a fronte di una richiesta di 111mila euro da versare al Comune come risarcimento, il funzionario comunale, difeso dall’avvocato Luigi Bimbi, ha scelto il rito abbreviato nella procedura davanti al giudici contabile e pagando 22.310 euro ha estinto il giudizio. Quei soldi li ha già inviati attraverso un bonifico a Palazzo Gambacorti. È il terzo episodio (Chiesa della Spina e Giardino Scotto) trattato dalla Corte conti per i fondi persi dal Comune dopo aver sottoscritto una convenzione con la Fondazione Pisa, la cassaforte cittadina che elargisce contributi, ma vuole anche essere informata su tempi e modi di spesa.

«Il 4 marzo 2013 era stata stipulata una convenzione tra la Fondazione Pisa (già Cassa di Risparmio di Pisa) e il Comune di Pisa, con cui la prima aveva assunto l’impegno di finanziare un intervento di restauro della Sala rossa e della Sala delle Baleari della sede comunale per un importo pari a euro 137.439,96 – scrive la Corte dei conti –. Il termine per l’ultimazione dei relativi interventi era stato fissato al 31 dicembre 2013, salva eventuale protrazione dei lavori (in effetti verificatasi) che, ai sensi della convenzione, doveva comunque essere tempestivamente comunicato all’ente erogatore del finanziamento».

I lavori erano terminati il 28 ottobre 2014.

Proprio l’ammontare della spesa sostenuta dal Comune a seguito della perdita del contributo revocato è stato qualificato dalla Procura contabile come danno erariale.

Alabiso «nella sua qualità di responsabile unico del procedimento, avrebbe dovuto rappresentare all’organo politico la circostanza della protrazione dei lavori oltre il termine originariamente previsto, garantendo che il medesimo curasse in modo tempestivo le comunicazioni prescritte dalla convenzione stipulata; nonché di curare la relativa rendicontazione. Il suo comportamento contrasterebbe, quindi, con l’obbligo, imposto sotto il profilo normativo al responsabile unico del procedimento, di curare la completezza della documentazione e il rispetto delle condizioni previste per il finanziamento dell’opera, anche tramite le comunicazioni con il soggetto finanziatore dell’opera». —

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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