Gioco
Medici di famiglia, l'appello del portavoce: «Chiudere le scuole su tutto il territorio»
E intanto in ospedale parte la terapia sperimentale sui malati non gravi
PISA. «Chiudere le scuole per contenere la pandemia». È l’appello rivolto dal segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Pisa Luca Puccetti durante la seduta del consiglio comunale di ieri convocato ad un anno dal lockdown e dall’inizio dell’emergenza, che a distanza di 12 mesi continua a resistere e ad alimentare le conseguenze economiche e sociali che ne sono derivate.
LE SCUOLE
«Le scuole – sottolinea il medico – sono responsabili di una buona parte dell’aumento dei contagi e della situazione che viviamo. Il 25-30% dei casi di positività sono collegati alla ripartenza del sistema scolastico». Una diffusione che, seppur limitata nelle aule, è collegata soprattutto a tutto ciò che ruota attorno alla didattica in presenza, dai trasporti alle occasioni di incontro di studenti e genitori all’esterno degli istituti. Un’istanza che trova evidenza anche nei dati presentati dall’Asl Toscana Nord Ovest, che ha messo nero su bianco l’incidenza e il “peso” che la ripresa in presenza della didattica ha avuto sull’andamento dell’emergenza sanitaria, con un exploit registrato in particolare nelle ultime settimane.
VOGLIA DI RIPARTENZA
Uno dei frame, le criticità collegate alla ripartenza delle scuole, del “film” di un anno di pandemia a Pisa che il consiglio comunale, alla presenza di medici e dei rappresentanti delle istituzioni sanitarie, ha voluto rivivere. Tra emergenze, difficoltà e quella voglia di ripartenza che il sindaco Michele Conti ha più volte ribadito. «Non solo aiuti e assistenza, la cittadinanza ha bisogno anche di una speranza di ripresa – sottolinea il primo cittadino –. Tutti insieme dobbiamo impegnarci ancora per dare le giuste risposte ed offrire le possibilità di ripresa tanto auspicate». Un anno che ha «cambiato la vita di tutti», evidenzia il presidente della Regione Eugenio Giani in una lettera all’assemblea cittadina, anche per ringraziare l’intero sistema locale, dalla sanità alle istituzioni fino agli operatori dell’informazione, che ha lavorato contro il virus, e i cittadini «che hanno dato, con coraggio e determinazione, una prova di grande civiltà».
LA SPERIMENTAZIONE
«Un anno impietoso», il riassunto del professor Francesco Menichetti, direttore di malattie infettive dell’Aoup. «Oggi viviamo un contesto che rispetto ad un anno fa registra il grande successo dei vaccini. Un miracolo», prosegue Menichetti evidenziando un altro grande successo, l’inizio all’ospedale di Pisa della cura sperimentale con gli anticorpi monoclonali di Astrazeneca sui primi due pazienti: farmaci somministrati precocemente a soggetti infettati da pochi giorni che presentano pochi sintomi per impedire alla malattia di progredire. Cisanello ha avuto per primo il via libera per arruolare pazienti nello studio. Così, non appena sono state individuate due persone Covid-positive con le caratteristiche cliniche idonee e che hanno fornito il consenso a partecipare, la sperimentazione clinica è partita a Cisanello con l’iniezione di fiala intramuscolo. I pazienti, tenuti in osservazione e poi dimessi, saranno monitorati in remoto. «È un’ottima notizia – ha commentato l’assessore regionale Simone Bezzini –. Questi monoclonali intercettano pazienti con patologia lieve che vengono inseriti in un altro fronte importante per combattere questa pandemia». —
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