La protesta
Malattia implacabile: addio alla prof Chiellini
Titolare della cattedra di Chimica Industriale, aveva 51 anni. Il ricordo dell’ateneo: «Era una docente di inestimabile valore»
pisa. Una malattia che si è rivelata implacabile dopo un periodo di calma apparente. E nell’ultimo miglio di una vita ancora giovane il tentativo di un intervento chirurgico non ha dato gli esiti sperati.
Se ne è andata a 51 anni, la professoressa Federica Chiellini, docente all’ateneo pisano. Era ricoverata a Cisanello nell’ultima tappa di un calvario iniziato anni fa.
Lascia il marito Michele Giuntoli, la figlia Eugenia, la sorella Elisabetta e la mamma Teresa Menichini, storica insegnante al liceo Dini. Il padre Emo, luminare della chimica a livello mondiale, era scomparso nell’agosto scorso.
L’università di Pisa è in lutto per la scomparsa improvvisa della professoressa Chiellini, docente di Chimica Industriale al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Ateneo pisano.
L’ultimo è stato portato ieri pomeriggio nella chiesa di San Sisto.
Federica Chiellini si era laureata a Pisa nel 1994 e nel 2001 aveva conseguito il titolo di dottore di Ricerca in Biomateriali all’Università di Trento. Nel 2007 era diventata ricercatrice al dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, dove, nel 2015, era stata nominata Professore Associato.
La professoressa Federica Chiellini, ricordano in ateneo, era stata ospite di centri di ricerca internazionali, tra i quali il dipartimento di Biochimica dell’Università di Gent (Belgio) e i Dipartimenti di Scienze ed Ingegneria dei Materiali e di Ingegneria Chimica della Cornell University (Ithaca, Usa).
La sua attività di ricerca è stata incentrata principalmente sulla scienza dei biomateriali, con particolare riferimento ai materiali polimerici per applicazioni biomediche.
La sua partecipazione a progetti di ricerca finanziati in ambito nazionale e internazionale, spesso come coordinatrice, ha avuto un alto impatto sulla comunità scientifica, come testimoniato da oltre duecento articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali dei quali è coautrice.
«Ci lascia una docente di inestimabile valore, il cui entusiasmo per la scienza e la dedizione alla didattica devono essere di ispirazione e modello per la comunità accademica e le nuove generazioni di ricercatori» fanno sapere dall’università. —
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