Il Tirreno

Pisa

La flessibilità? È solo un eufemismo che sta per precarietà

Giulietta Bracci Torsi
La flessibilità? È solo un eufemismo che sta per precarietà

Laureata a Pisa e con una specializzazione alla Scuola Normale Fiammetta Papi è ricercatrice di linguistica italiana a Siena 

3 MINUTI DI LETTURA





L’Istat le definisce le donne più indipendenti della storia, più studiose della controparte maschile e che si sposano più tardi: sono le Millennials, le donne nate tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila. Generazione in chiaroscuro, godono dei frutti delle conquiste di quelle precedenti ma hanno dovuto abituarsi fin dall’ingresso nel mondo del lavoro alla flessibilità, «un eufemismo che spesso sta per precarietà», precisa Fiammetta Papi.

Lei, viareggina, diplomata nel 2006, ha vissuto subito la crisi del 2008, e dopo una laurea in letteratura italiana all’Università di Pisa e una specializzazione presso la Scuola Normale, è approdata a Siena dove è ricercatrice di linguistica italiana presso l’università degli studi. Nata nel 1987, Fiammetta ha già al suo attivo numerose collaborazioni e pubblicazioni prestigiose in Italia (con l’Accademia della Crusca), e all’estero (con il Warburg Institute) e la pubblicazione di tre libri, l’ultimo “La lingua italiana in 100 date”, uscito per l’editore Della Porta. Lei non compete con gli uomini, compete solo con se stessa, guidata da passione, tenacia e spirito di sacrificio e il senso di una maggiore responsabilità per le posizioni raggiunte attraverso le battaglie di coloro che l’hanno preceduta: «C’è ancora molto da fare per aiutare le donne sia nel pubblico che nel privato», dice Fiammetta, che aggiunge «per questo anche se in un mondo ideale non dovremmo aver bisogno di quote rosa, servono ad assicurare una visibilità politica alle donne, ma la parità non significa cancellare le differenze; la capacità deve rimanere sempre il criterio discriminante nell’assegnare un lavoro».

La cultura influenza la lingua, ovvero siamo ciò che diciamo, un dibattito aperto dentro e fuori dalle sedi istituzionali. Pragmatismo e idee chiare Fiammetta le possiede anche nel giudicare la questione della lingua al femminile perché «non esiste nessuna regola linguistica che vieta l’uso del femminile nel designare le professioni, quindi ben venga il termine ministra. Più che fermarsi alla forma si deve capire il significato profondo delle parole», conclude. Uguaglianza nella differenza, quindi. Non si sorprende se un'altra toscana, come Beatrice Venezi, sul palco di Sanremo si è definita “direttore d’orchestra” con il termine che designa la sua professione, perché i pregiudizi sui femminili di professione sono ancora tanti: «Il linguaggio porta una storia, ma il vero trabocchetto – avverte Fiammetta – è proprio fermarsi alla questione linguistica che è solo un primo passo per il riconoscimento completo delle donne lavoratrici. Educazione, istruzione e scuola sono i veri cardini sui cui poggia il cambiamento di vita delle donne».

Fiammetta ricorda che nella storia della nostra lingua l’influenza delle donne nel dibattito pubblico si sente soprattutto a partire dal Novecento (il diritto di voto femminile in Italia è arrivato solo nel 1945) e ricorda anche grandi scrittrici come Elsa Morante e il premio Nobel Grazia Deledda. Senza le grandi figure femminili non avremmo i capolavori della nostra letteratura: «Beatrice, Laura e Fiammetta, sono loro le “influencer” della nostra lingua – scherza Fiammetta – senza di loro e i tre capolavori che hanno ispirato, cioè La Divina Commedia, il Canzoniere di Petrarca e il Decamerone di Boccaccio, non avremmo la lingua che parliamo». E cita i versi di Dante Alighieri nel Paradiso, “O donna in cui la mia speranza vige”, l’omaggio più bello a tutte le donne nel giorno della loro festa. —

Giulietta Bracci Torsi

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web