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La Fiab: in via Cattaneo meglio una pista ciclabile che il doppio senso

La Fiab: in via Cattaneo meglio una pista ciclabile che il doppio senso

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PISA. «La decisione del Comune di riaprire al doppio senso di circolazione la via Cattaneo dopo 23 anni è retrograda, non farà che incrementare il traffico che opprime la via, aumentando così ulteriormente il degrado». Questa la posizione della Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta-Onlus. «Si tratta – prosegue l’associazione – di una decisione estemporanea ed incoerente, dalla genesi non trasparente: non solo non è mai stata presentata ai tavoli partecipativi del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) che si sono tenuti solo pochi mesi fa, ma è addirittura in aperta contraddizione con gli stessi obiettivi enunciati nel Pums. Infatti questo provvedimento riduce lo spazio destinato al trasporto pubblico a vantaggio esclusivo del traffico privato. Ovviamente via Cattaneo necessita di essere riqualificata, ma per ottenere un risultato positivo è necessario muoversi in direzione diametralmente opposta. Bisogna infatti dare maggiore spazio alla mobilità sostenibile: solo così è possibile ridurre il traffico ed arginare il degrado».

In via Cattaneo, secondo la Fiab, «la cosa più urgente da fare è realizzare un’ampia pista ciclabile in sede protetta: lo spazio non manca e ne gioverebbero la salute e l’economia, come dimostrano le esperienze del resto del mondo moderno. Questo periodo è certamente propizio per una sperimentazione, approfittiamone quindi per fare spazio ad una nuova ampia pista ciclabile: in questo modo, terminata la lunga stagione di lockdown, il quartiere potrà davvero ripartire con il piede giusto».

«Un ritorno al passato per migliorare la problematica dell’intenso volume di traffico che investe il quartiere. Purtroppo il problema del traffico non si risolve aggiungendo posti auto ed eliminando corsie dedicate al trasporto pubblico», interviene nel dibattito il Movimento 5 Stelle, che aggiunge: «Questa è l’ennesima prova di quanto sia vecchia la visione di questa giunta che si limita a portare sempre più auto in città. Quando invece non si ha il coraggio di dire che il futuro di Pisa sarà un altro. Serve un nuovo progetto alla città. Un progetto per tutti i settori, partendo dall’ambiente e dalla gestione del traffico cittadino. Come a livello nazionale, anche a Pisa vogliamo lanciare la parola d’ordine “2050”». —

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