Il Tirreno

Pisa

l’esempio degli anziani 

Eva, la super bisnonna di Vecchiano si vaccina a 96 anni

Pietro Barghigiani
Eva Catassi dopo essersi vaccinata contro il Covid
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Eva Catassi dopo essersi vaccinata contro il Covid

La pensionata ha sollecitato tutti i familiari a proteggersi: "Non vedo l’ora di poter fare una festa e abbracciarli tutti"

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VECCHIANO. Lei ha vissuto la guerra. E ha conosciuto il lavoro duro nelle serre tra piante e fiori da coltivare e cogliere. È una donna dell’altro secolo quella che senza battere ciglio quando ha avuto la possibilità di vaccinarsi ha risposto: “Presente!”

Si chiama Eva Catassi, vedova Badalassi, tre figli, e all’anagrafe le candeline spente sono 96. Vive da sola, autonoma e indipendente grazie a una salute invidiabile e dall’inizio della pandemia ha saputo proteggersi in un isolamento controllato a distanza dai familiari, soprattutto dalle figlie Daniela e Fedora. È la grande chioccia di una famiglia che schiera anche dieci tra nipoti e bisnipoti. Per una vita ha lavorato come dipendente esterna nelle serre della tenuta Salviati a Migliarino. Sa cos’è il lavoro che ti spezza la schiena.

«Nonna non ha esitato un istante quando è stata chiamata per il vaccino – spiega l’ingegner Andrea Taddei, uno dei nipoti –. Mercoledì è andata nella studio del medico di famiglia dove le hanno somministrato il siero. È tornata a casa e non ha avuto alcun effetto collaterale. “Non me ne sono neanche accorta” ci ha detto invitando tutti parenti e familiari a vaccinarsi».

Sposata con Mario Badalassi, scomparso una decina di anni fa a 85 anni, Eva nell’anno orribile del coronavirus spesso ha ricordato ai familiari quali fossero le similitudini tra il Covid e la guerra che lei ha attraversato dai 15 ai 20 anni. E anche dopo non è che le condizioni di vita nel Paese fossero più accoglienti. Ma almeno c’era la speranza di una ripartenza. È quella che ora arriva con il vaccino.

«Ci fa sempre il paragone con il periodo della guerra e il virus – prosegue il nipote –. Non c’erano la luce, né l’acqua calda, ma almeno il nemico era visibile. Uno si nascondeva e cercava di evitarlo. La pandemia ci ha costretti a stare in casa e il nemico è ovunque».

Eva lo aveva detto subito ai familiari che alla prima occasione si sarebbe vaccinata.

L’altro giorno il medico di base l’ha chiamata per la prima dose.

«In questo anno ha sofferto molto la solitudine perché non potevano andarla a trovare con la frequenza di prima – confida Taddei –. La vicinanza c’è stata, ma non è come stare insieme. Dopo aver fatto il vaccino ci ha avvertiti: fatelo anche voi perché dobbiamo fare una bella festa». Eva, la bisnonna dell’altro secolo, ha dato l’esempio dando fiducia alla scienza e alle aspettative di tornare presto alla normalità di un abbraccio dei suoi cari.

 

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