La manifestazione
Droga e armi da guerra nel garage: condannato
Pena di 7 anni e 8 mesi per un incensurato arrestato dalla finanza con 19 kg di marijuana e 300 grammi di cocaina
san giuliano terme. Un controllo raccontato come casuale dagli investigatori che portò a un sequestro eccezionale. E alle manette ai polsi dell’automobilista nonché inquilino dell’abitazione dove alla fine la Guardia di finanza trovò 19 kg di marijuana e 300 grammi di cocaina.
A corredo della droga c’erano pure armi non detenute legalmente. La sommatoria di questi reati ieri mattina si è tradotta in una condanna a 7 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione a carico di Gerald Veliraj, 37 anni, albanese, incensurato, residente a Pisa e domiciliato a San Giuliano Terme.
L’albanese, difeso dagli avvocati Iole Bonacci e Valerio Uliana, ieri mattina è stato condannato con rito abbreviato dal gup Donato D’Auria, pm in aula Miriam Pamela Romano (inchiesta del collega Giovanni Porpora, ndr).
Veliraj venne arrestato dal nucleo di polizia economico finanziaria per detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di armi. L’inizio della fine per Veliraj coincise con un controllo dei finanzieri. L’albanese era al volante di un furgone Volkswagen Caddy. Dalla richiesta dei documenti all’eccessiva vicinanza dei finanzieri, il 37enne non si mostrò sereno. Un comportamento che indusse i militari a perquisire l’auto anche per l’afrore di marijuana che il naso esperto dei finanzieri aveva captato. Olfatto vincente.
Nel bagagliaio c’erano due kg della sostanza “annusata” dagli uomini in divisa. A quel punto la perquisizione venne estesa anche alla casa e al garage di Veliraj. E qui scoprirono ulteriori 17 kg di marijuana e circa 300 grammi di cocaina. Dal sopralluogo i finanzieri ottennero anche altre informazioni come quella di un laboratorio attrezzato per il confezionamento e la miscelazione delle sostanze stupefacenti che, secondo la finanza, sarebbero finite sul mercato pisano. Il garage era protetto da un moderno sistema di videosorveglianza, probabilmente per verificare che nessuno entrasse nell’immobile mettendo a rischio il “prezioso bene” custodito. In casa venne poi trovato un arsenale di armi, detenute in modo illegale: due carabine, tre coltelli a lama fissa di oltre 15 centimetri, una pistola per softair, sprovvista del tappo rosso, e un fucile mitragliatore di marca Thompson Submachine gun calibro 45 completo di caricatore, della seconda guerra mondiale, modificato per renderlo più maneggevole. —
Pietro Barghigiani
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