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il giallo della gamerra

Scieri, il processo sarà celebrato a Pisa

Pietro Barghigiani
Scieri, il processo sarà celebrato a Pisa

La Cassazione decide sul conflitto di giurisdizione con il Tribunale militare. Il fratello Francesco: premiato il lavoro della Procura pisana. Il procuratore Crini: riconosciute le nostre ragioni

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PISA. Il processo sulla morte di Emanuele Scieri verrà celebrato a Pisa. Lo ha deciso la prima sezione penale della Suprema Corte decidendo sul conflitto di giurisdizione sollevato da uno dei legali dei cinque imputati. Il pronunciamento è arrivato nella tarda serata di martedì 23 febbraio. In mattinata il sostituto procuratore generale della Cassazione aveva concluso il suo intervento indicando Pisa come sede naturale del processo per la morte di Emanuele Scieri nella caserma Gamerra il 13 agosto 1999.

A seguire sia i legali degli imputati che della parte civile, Alessandra Furnari per la mamma e il fratello di Sceri, si erano espressi per Pisa, mentre l’Avvocatura dello Stato si era rimessa alla decisione della Suprema Corte.Presenti all’udienza a Roma gli avvocati Fiorenzo Alessi, difensore di Andrea Antico (Rimini), Giovanni Izzi, in sostituzione del collega Andrea Di Giuliomaria e Mariateresa Schettini.La Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti dell’inchiesta della Procura militare al gup del Tribunale di Pisa che aveva già tenuto una prima udienza per la costituzione delle parti civili.

A fine marzo si terrà la seconda udienza davanti al gup Pietro Murano con la richiesta di quattro imputati su cinque di chiedere di essere giudicati con rito abbreviato.La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pisa riguarda l’ex comandante della Folgore Enrico Celentano e il maggiore in congedo Salvatore Romondia di Pisa, entrambi accusati di favoreggiamento.Rispondono di omicidio volontario aggravato in concorso Andrea Antico di Rimini, l’unico militare ancora in servizio, Alessandro Panella (avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli) di Cerveteri e Luigi Zabara di Frosinone. La Procura militare voleva processare sempre per omicidio solo Panella, Antico e Zabara. Il conflitto di giurisdizione era stato sollevato nei mesi dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria, difensore di Zabara, con l’obiettivo di chiarire se la sede naturale del processo dovesse essere Roma (magistratura militare) o Pisa (magistratura ordinaria).Ieri sera la Cassazione ha deciso per la magistratura ordinaria. Nel processo è stato citato dalla famiglia Scieri come responsabile civile il ministero della Difesa.

"La decisione della Corte di Cassazione di assegnare il processo alla magistratura ordinaria un premio agli sforzi fatti dalla Procura di Pisa di arrivare finalmente alla verità". Lo ha detto all'Ansa Francesco Scieri, fratello di Emanuele Scieri. "Desidero per ringraziare - ha aggiunto Francesco Scieri - anche la Procura generale militare che ha mostrato lo stesso impegno, per riteniamo che Pisa sia la sede pi giusta dice celebrare il processo. Credo inoltre che questo pronunciamento sia in qualche modo riparatorio perché permette alla procura pisana di riscattare la prima inchiesta conclusa con un'archiviazione. In questi anni i magistrati pisani hanno dimostrato una maggiore volont di accertare i fatti rispetto a vent'anni fa. Forse questo stato possibile anche in virtù dell'esito della commissione parlamentare d'inchiesta o per un generale cambiamento di clima nel Paese. E' per un fatto oggettivo che la Procura oggi ha messo in pratica su questa vicenda una maggiore determinazione per arrivare alla verità".

"Siamo soddisfatti perché stata riconosciuta la nostra impostazione, peraltro condivisa anche dalla difesa degli imputati, che si doveva procedere per un reato di natura ordinaria". Così il procuratore di Pisa, Alessandro Crini, commenta il pronunciamento della Corte di Cassazione che ha assegnato alla magistratura ordinaria la competenza sul processo per la morte di Emanuele Scieri, avvenuta nella caserma 'Gamerra' di Pisa il 13 agosto 1999 risolvendo cos il conflitto di giurisdizione che era stato sollevato rispetto al tribunale militare. La sentenza stata accolta con favore anche dalla famiglia di Scieri e il fratello l'ha definita "un premio al lavoro svolto in questi anni dalla procura pisana". "Non abbiamo bisogno di premi - ha detto Crini - ma ci fa piacere se la famiglia ha potuto cogliere questo aspetto. Certamente per una struttura come la nostra e per le forze di polizia questa indagine stata un impegno non lieve e l'aspetto della giurisdizione l'avevamo valutato fin dall'inizio. Adesso mi aspetto di leggere nella motivazione della Cassazione un ragionamento completo anche di grande interesse giuridico". Infine, sul fatto che sia proprio Pisa a celebrare il processo dopo la prima archiviazione da parte della procura pisana ha concluso: "Mi occupo solo di ci che ha accaduto da quando sono procuratore. Di sicuro un'indagine dal punto di vista strettamente investigativo stata un'indagine ambiziosa e tra le pi rilevanti tra quelle che ho fatto nella mia carriera. Cos come va riconosciuta una tenacia encomiabile alla commissione parlamentare d'inchiesta che ha fatto un gran lavoro, ma anche noi siamo riusciti a far rivivere un episodio molto vecchio nel tempo ricostruendo ogni dettaglio".

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