Attenzione
Puntata di Linea verde dedicata a Pisa e Dante
Andrà in onda su RaiUno domenica 21 marzo «Insieme alla scoperta dei segreti di una città unica»
PISA. A proposito di promozione turistica, Pisa avrà una vetrina nazionale domenica 21 marzo su RaiUno nella puntata di Linea Verde in programma alle 12,20. «Cari amici pisani vi devo ringraziare perché mi avete dato un’opportunità straordinaria», dice il giornalista Carlo Cambi, tra gli autori della trasmissione, in un video di presentazione della puntata girato all’interno del Camposanto monumentale, ai piedi della statua di Fibonacci.
“Linea Verde” è stata a Pisa soprattutto per raccontare i luoghi di Dante Alighieri nella ricorrenza dei 700 anni dalla scomparsa. Riprese sono state effettuate anche a San Miniato, Vicopisano, San Rossore.
«L’assessore al turismo Paolo Pesciatini – dice ancora Cambi – ci ha spalancato tutti i segreti di Pisa, città unica, facendoci da ambasciatore». Tra questi “segreti” il Capodanno Pisano «che ricorre il 25 marzo, una data emblematica essendo quella a cui si fa risalire l’inizio del viaggio di Dante nella scrittura della Divina Commedia».
«Ma ci sono molte altre cose ed emozioni da raccontare – prosegue Cambi nel video di presentazione della puntata – di questa città che ha ancora orgoglio per la sua storia densissima di intelletto. Questo Camposanto, ad esempio, che segna nello scorrere dei secoli la grandezza dell’umanità tra Galilei, imperatori e re».
La puntata di “Linea Verde” mette dunque Pisa al centro attraverso la figura di Dante.
«Pisa – secondo la definizione data da Carlo Cambi – è una città che fu asservita, ma che mai è stata serva. Perché proprio grazie all’intelletto seppe resistere alla forza. E questo rappresenta sicuramente un messaggio per le generazioni future».
Nel XXXIII canto dell’Inferno Dante, quello dedicato alla vicenda del conte Ugolino della Gherardesca, si lancia in una violenta invettiva contro la città di Pisa (il noto “Ahi Pisa, vituperio de le genti”). Cambi dà la sua interpretazione: «Dante condannò questa città, ma probabilmente è in essa che aveva posto la speranza del mondo nuovo». —
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