Sicurezza
L’agguato in Congo fa sobbalzare la città
Nel 1961 a Kindu furono fatti prigionieri e massacrati tredici aviatori della 46esima Brigata Aerea in missione Onu
pisa. L'attentato avvenuto a Goma, nel quale sono rimasti vittime l'ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e un carabiniere, riporta alla mente il massacro di Kindu del 1961, quando furono brutalmente assassinati 13 aviatori italiani della 46esima Brigata Aerea di Pisa.
Tra questi c’era il sergente elettromeccanico di bordo Martano Marcacci, originario di Collesalvetti. Anche in quel caso i militari facevano parte di un contingente Onu inviato per la grave crisi che il Paese africano stava affrontando dopo l'indipendenza dal Belgio.
Due velivoli da trasporto dell'Aeronautica militare, due “Vagoni volanti” C-119 della 46esima Brigata Aerea di Pisa atterrarono all'aeroporto di Kindu, vicino al confine con il Katanga, la regione dalla quale dilagò la sanguinosa guerra civile che minacciava la giovane repubblica africana, proclamata il 30 giugno del 1960. I due aeroplani italiani trasportavano i rifornimenti per i “caschi blu” malesi della guarnigione di Kindu.
Dopo le procedure di scarico del materiale i tredici militari, due equipaggi completi più un ufficiale medico, uscirono senza armi dall'aeroporto per andare ad una vicina mensa dell'Onu. Mentre stavano ancora pranzando vennero sorpresi da un gruppo di militari congolesi ammutinatisi. Nell'aggressione uno degli ufficiali, il medico, venne ucciso, gli altri furono trascinati in una prigione e poi trucidati.
I corpi dei 13 aviatori non saranno ritrovati subito e inizialmente si temette che i ribelli e la folla ne avessero fatto scempio. Solo in seguito si scoprirà che erano stati sepolti in due fosse comuni e saranno riesumati solo quattro mesi più tardi. —
Servizio alle pagine 2-3
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