Sicurezza
Addio a storico imprenditore nel settore delle pratiche auto
Il personaggio
Ci sono professioni che si legano al nome di chi le esercita in un binomio che diventa una simbiosi. Un’associazione di idee istantanea. Lo era diventato per Roberto Saltarelli, figlio di Furno, storico fondatore nel 1929 in piazza Vittorio Emanuele di un’agenzia di pratiche auto per lungo tempo monopolista a Pisa.
Una vita dedicata all’agenzia, insieme alla sorella Rossana, quella di Roberto che ha visto sfilare in ufficio migliaia di pisani che avevano a che fare con passaggi di proprietà, rottamazione e immatricolazioni di vetture. Una vita piena per l’imprenditore pisano che ieri alle 7 si è interrotta all’ospedale di Cisanello. Il Covid non c’entra. Un anno fa aveva avuto un’ischemia cerebrale e le sue condizioni di salute erano peggiorate. Un malore improvviso durante un ricovero ordinario gli è stato fatale.
Sposato con Romana Giannotti, senza figli, Saltarelli, 73 anni, laurea in giurisprudenza, era conosciuto in città anche per una grandissima passione per il bridge.
Era stato tra i fondatori dell’associazione pisana e per anni aveva girato l’Italia partecipando a numerosi tornei.
Nel 1993, alla morte del padre, aveva rilevato l’agenzia e nel 2001 aveva creato con Enrico Castellani, dell’omonima autoscuola di Pontedera, la società “Auto pratiche”. Un’intesa non solo commerciale, ma anche basata su una solida amicizia.
«Siamo stati soci fino a tre anni fa, poi Roberto è andato in pensione – è il ricordo dell’amico Castellani –. Aveva convissuto con seri problemi di salute già da bambino, ma al contrario di chi spesso si trova a fare i conti con malattie serie, lui non si era chiuso in sé stesso. Anzi, era l’opposto. Non solo era una persona piacevole e di straordinaria cultura. Roberto era sempre pronto a fare beneficenza e del bene a chi aveva bisogno».
La dedizione al lavoro, ereditata dal padre, non era per Saltarelli l’unica ragione di vita.
Dopo la famiglia c’era il gioco delle carte nella forma della competizione e dello studio dell’avversario facendo gioco di squadra per batterlo.
«Sì, Roberto era anche un grande giocatore di bridge – aggiunge Castellani –. Aveva fondato l’associazione a Pisa e finché ha potuto ha partecipato ai tornei ovunque vincendone in squadra anche parecchi». Oggi sarà deciso giorno e luogo del funerale. —
P.B.
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