Il dolore
Lunedì sera luci accese e porte aperte al teatro Verdi
pisa. Luci accese e porte aperte. Il teatro Verdi di Pisa torna a “vivere” per una serata, nonostante i limiti imposti dal Covid e alla cultura in generale. Lo fa aderendo ad una iniziativa nazionale in programma lunedì 22 febbraio, aperta a tutta la cittadinanza. Un evento (dalle 19.40 alle 21.30) promosso dall’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivi (Unita) che invita tutti, addetti ai lavori, istituzioni e cittadini, a presidiare, in sicurezza, le sale teatrali del Paese, troppo a lungo rimaste chiuse. E il presidio, nella massima sicurezza, si svolgerà anche a Pisa, davanti al teatro Verdi, chiuso ormai da quasi un anno. “L'arte è un focolare dove ci si può scaldare; stare al freddo quest'inverno è stata dura”. Così, prendendo in prestito le parole dell’attrice Lucia Mascino, si è espresso Silvano Patacca, direttore artistico del teatro di Pisa. Lunedì sera sarà anche lui davanti al Verdi, nella speranza di tornare quanto prima in presenza. «Con l’augurio – sottolinea Patacca – che questa emergenza possa finire presto e anche il teatro possa riprendere il proprio ruolo. Noi addetti ai lavori ci auguriamo che a maggio si possa allestire qualcosa in presenza e ricominciare a lavorare».
Al fianco dei lavoratori del teatro anche la presidente Patrizia Paoletti Tangheroni. «Anch’io sarò lì insieme a loro – afferma Paoletti –. Lunedì sera per accendere un faro su un settore, quello della cultura e dei teatri, che in questa pandemia ha pagato un prezzo altissimo. La nostra non sarà una protesta, ma un modo, nel rispetto delle norme anti-Covid, per far sentire la nostra voce, nella speranza di poter ripartire in presenza il prima possibile. In teatro tutte le misure di sicurezza vengono rispettate e come andiamo al ristorante in zona gialla e a messa la domenica, non capisco perché, pur distanziati, non possiamo andare a teatro».
Un interrogativo che a livello nazionale si pone anche l’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivi, promotrice del presidio. «A un anno di distanza dal primo provvedimento governativo – scrive Unita – che intimava la chiusura immediata dei teatri nelle principali regioni del Nord, estendendo rapidamente il provvedimento a tutto il Paese nel giro di pochi giorni, chiediamo al nuovo governo e a tutta la cittadinanza che si torni immediatamente a parlare di teatro e di spettacoli dal vivo». —R.G.
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