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PISA. Erano 285 a metà ottobre, a fine gennaio sono scesi a 170. È diminuito drasticamente, secondo i numeri forniti dalla Società della Salute, il numero di persone senza dimora o con una vita precaria che gravitano in piazza Vittorio Emanuele II e dintorni da quando, su richiesta del Comune, è scesa in campo l’Unità di strada di Progetto Homeless. Da quattro mesi, tutti i pomeriggi dalle 14 alle 20, sono presenti sotto i loggiati delle Poste, della Provincia e della Camera di Commercio, ma anche in viale Gramsci, piazzetta Haring e nel primo tratto di Corso Italia, facilmente identificabili grazie alle vistose pettorine giallo fluorescente.
«Il loro non è assolutamente un servizio d’ordine, ma un presidio sociale – dice la presidente della Società della Salute Gianna Gambaccini, assessore alle politiche sociali –. grazie alla loro presenza e capacità di mediazione, alla collaborazione con il gruppo “Prossimità” della Polizia municipale e con altre realtà del volontariato e del terzo settore, sono riusciti a ridurre in modo significativo la concentrazione di persone in situazione di marginalità e le conseguenti situazioni di tensione, favorendo il più possibile la presa in carico da parte dei servizi sociali e sanitari».
Un esempio è la collaborazione con la Caritas finalizzata a ridurre il numero di persone che stazionavano in via Mazzini in attesa dell’apertura dell’ex mensa del Cottolengo, in tempo di pandemia trasformatasi in centro di distribuzione di pasti caldi. «Il direttore don Emanuele Morelli si è rivolto al sistema homeless della Sds Pisana e, con risorse proprie, ha finanziato un intervento che prevede la distribuzione dei pasti caldi in tre diversi punti della città», spiega Gambaccini.
In quattro mesi gli operatori hanno realizzato 26 interventi di mediazione su richiesta di negozianti ed esercizi pubblici e 22 a partire dalle indicazioni dei residenti. —
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