Gioco
Dentro i gusti dei lettori, Pulixi libraio per un giorno alla Fogola
PISA. Il libraio è come uno psicologo che, armato di fine intuito, è capace di «trovare quel libro che ancora non sapevi di voler leggere». Non è facile, bisogna aprire una finestra nel cuore delle persone in poco tempo e lì, con le domande giuste, “scovare” quello che più si adatta alla personalità, ai gusti e ai desideri, anche inconsci, di un lettore. Lo sa bene Piergiorgio Pulixi, che ieri pomeriggio, nella libreria Fogola di Corso Italia, ha svestito i panni quotidiani dello scrittore per indossare almeno per un giorno quelli del libraio, incontrando fan e curiosi e dando loro preziosi consigli di lettura. «In realtà sono un ex librario», ammette Pulixi, che quindi conosce tutti i segreti di un «mestiere difficile e complesso, ma bellissimo e ancora ammantato di un alone di romanticismo. Quest’anno caratterizzato dalla pandemia è stato determinante per le librerie, che per il lettore costituiscono un contatto diretto con il mondo dei libri e un presidio culturale fisso nel territorio. Sono davvero contento di poter ritornare librario per un giorno, il rapporto umano con i lettori mi manca moltissimo».
Così, nel rispetto delle normative anti covid, Pulixi è tornato alle vecchie “abitudini” e ha ascoltato i diversi avventori che già dal primo pomeriggio sono andati in libreria: quali i generi preferiti, gli autori o gli interessi. Un vero e proprio esercizio di «maieutica socratica», come l’ha definita lo scrittore-libraio, che ha anche firmato le copie del suo nuovissimo libro, “Un colpo al cuore”, edito da Rizzoli. Un thriller che si snoda tra Milano e Cagliari, e dove si ritrovano le due ispettrici protagoniste del libro precedente, “L’isola delle anime”.
«Si tratta comunque di un romanzo autonomo», spiega l’autore, che racconta il tema attorno a cui ruota la storia: «Al centro c’è un social killer, cioè una persona che, stanca di vedere i criminali liberati a causa di inefficienze ed errori procedurali della giustizia italiana, li rapisce e li processa virtualmente, coinvolgendo il pubblico attraverso i social network. Una specie di reality show, dove però la votazione porta all’eliminazione fisica (o meno) del criminale». Sono tanti i temi, tutti attualissimi, che entrano così in gioco: dal contenuto virale alla violazione della privacy, fino alla possibilità offerta dal web di giudicare in forma anonima, e dunque deresponsabilizzante, spesso senza avere le competenze adatte. «Volevo raccontare il lato oscuro dei social e questo giustizialismo che spesso però è espressione di paura e insicurezza e che porta l’uomo della strada a giudicare la vita delle persone senza alcuna professionalità. Una sorta di magistratura diretta che non passa per i tribunali canonici. Gioca poi di sponda anche un certo giornalismo televisivo, che spesso processa vittime e carnefici nei salotti televisivi».
Il noir diventa così un genere radicato nelle problematiche dell’attualità. E se la Sardegna, terra natale di Pulixi, è un’ottima ambientazione, anche Pisa potrebbe prestarsi al noir: «Di questa città mi affascina, in condizioni normali, il costante afflusso di persone, il potersi nascondere tra la folla come un fantasma. Potrebbe essere uno spunto, chissà». —
Sara Venchiarutti
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