Il Tirreno

Pisa

La lite con la banca 

Va dal giudice per avere i documenti

Daniele Benvenuti
Va dal giudice per avere i documenti

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PISA. Quando una semplice richiesta di una documentazione ad un istituto bancario da parte di un cliente si trasforma in una intricata e lunga battaglia legale. È il caso che vede protagonista l’avvocato Alberto Foggia (delegato Adusbef per Pisa e provincia), al quale si è rivolta una società di Santa Maria a Monte in difficoltà di dialogo con il proprio istituto bancario. «Il legale rappresentante di una società ha chiesto la mia tutela – racconta Foggia – in quanto riteneva che sul conto corrente aziendale fossero state nel tempo applicate una serie di competenze a suo avviso illegittime. A quel punto come primo atto ho chiesto alla banca, alla filiale di Castelfranco di Sotto della Banca di Cambiano, la documentazione (contratti di conto corrente, apertura di credito ed estratti di conto corrente) ricorrendo ad una semplice richiesta stragiudiziale, ovvero una pec. Non avendo ricevuto risposta, mi sono rivolto al Tribunale di Pisa ai fini dell’emissione di un decreto ingiuntivo di consegna, decreto che il giudice ha emesso nei confronti della banca». A questo punto il cliente ed il suo legale si attendevano che la vicenda giungesse al termine con l’acquisizione della documentazione. «Ma così non è stato – aggiunge il legale –. L’istituto di credito ha infatti regolato sole le spese legali liquidate in decreto senza però provvedere alla consegna dei documenti. Tanto da costringerci a notificargli atto di precetto e, dopo, a ricorrere all’Ufficiale Giudiziario competente per territorio per ottenere, come è avvenuto, l’apprensione coattiva della stessa documentazione». La banca infatti, come ha spiegato l’ avvocato Foggia, «anziché provvedere spontaneamente alla consegna, ha dapprima condizionato il rilascio al pagamento di ingiustificate e peraltro consistenti spese di riproduzione delle copie (non dovute, trovandoci al cospetto di ordine giudiziale che non disponeva il versamento di alcuna somma) e, subito dopo, opposto il nostro atto di precetto». Il procedimento nei confronti della banca si è concluso con la sentenza del Tribunale di Pisa del 25 settembre scorso che, accogliendo le tesi dell'avvocato Foggia, ha dichiarato inammissibile la domanda dell’istituto condannandolo alle spese e ad un risarcimento danni per lite temeraria di 1.000 euro, oltre gli interessi a decorrere dalla pubblicazione della sentenza stessa. Il giudice ha infatti rilevato che la mancata opposizione del decreto ingiuntivo aveva precluso alla banca di poter validamente opporre il precetto. «Inoltre nella sentenza – conclude il legale – il giudice ha osservato che non si comprende come la banca abbia creduto di potere agire in giudizio, se non in misura pretestuosa e strumentale, non fornendo alcuna prova a sostegno di quanto preteso e contestato e senza offrire alcun riscontro probatorio rispetto alle proprie argomentazioni difensive». Da qui il riconoscimento a favore del nostro assistito dell'importo di 1.000 euro a titolo di risarcimento danni”. Nonostante la sentenza risalga ad ottobre 2020 ad oggi il cliente non è stato ancora liquidato e quindi molto probabile che il legale debba compiere un ulteriore passo. —

Daniele Benvenuti

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