Tra i prof dell’ateneo in fila c’è anche un virologo
Le prime dosi di AstraZeneca distribuite al distretto di Marina di Pisa In molti sperano ora di poter presto mettere al sicuro i genitori anziani
Donatella Lascar
MARINA DI pisa. Ieri pomeriggio anche a Marina di Pisa ha preso il via la campagna vaccinale con Astra Zeneca e c’è stato subito un boom di adesioni. La prima a sottoporsi al vaccino è stata la trentanovenne pisana Chiara Sanmartin, che ha una borsa di ricerca in tecnologie alimentari al dipartimento di Scienze agrarie alimentari e agro-ambientali. «Mi sono prenotata ieri e sono risultata la prima – afferma la ricercatrice –. Sono contenta, l’ho vista come un’opportunità importante. Mi è stato raccomandato di continuare a mantenere le stesse cautele tenute finora (distanziamento, mascherina e igienizzazione), in attesa di fare la seconda dose prevista per il 6 maggio, ma lo farò con un po’ più di sollievo rispetto a prima». Il secondo a sedere sulla sedia del laboratorio per la vaccinazione è stato un altro ricercatore universitario del dipartimento Destec della facoltà d’ingegneria a Pisa, originario di Albinia in Maremma, Filippo Chiarello. «Sono sereno – dichiara subito il ricercatore –, vivo questo momento come un qualunque altro impegno della giornata. Sono sempre stato attento e credo che se ognuno fa la sua parte saremo tutti più tranquilli». «Io l’ho inseguito il vaccino – afferma la cinquantenne pisana Federica Billi, insegnante di sostegno all’istituto Santoni di Pisa –, perché è l’unica via d’uscita da questa situazione e per questo, non appena ne ho avuto l’opportunità, mi sono prenotata. Anche se ero un po’ ansiosa, come credo sia normale per qualunque vaccino, l’ho fatto volentieri perché è meglio che aspettare. Per il momento sono l’unica ad essere stata vaccinata e spero che ora tocchi presto anche a mia madre che è ultraottantenne. Penso che fare il vaccino sia un impegno sociale soprattutto per rispetto delle persone fragili come quelle con cui lavoro e come mia madre che è così anziana». Tra coloro che ieri hanno preso la prima dose di vaccino, c’è anche il trentacinquenne Michele Lai, di origine sarda, professore di virologia all’Università di Pisa. «Essendo un virologo, nel mio dipartimento di medicina traslazionale non abbiamo mai smesso di lavorare sul Covid-19 – afferma il ricercatore – e quindi ritengo che questo sia un grande aiuto. Sicuramente con la vaccinazione salveremo molte più vite. Questa è una lotta tra ciò che fa l’uomo per difendersi dal virus e quello che fa il virus per continuare a sopravvivere. Nel mio corso insegno proprio tutto ciò che è inerente i vaccini e penso che il mio gesto di oggi sia anche di buon esempio per i miei studenti». Anche per il trentaquattrenne livornese Andrea Mezzetta, ricercatore al dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, il vaccino era una cosa che voleva fare subito. «Sono sereno – afferma Mezzetta –, mica stiamo andando alla guerra. Io i vaccini li ho fatti tutti senza problemi e della mia famiglia sono l’unico, per ora, ad essere stato vaccinato». Anche la ricercatrice al dipartimento di Lingue e letteratura straniere di Pisa Maria Ivana Lorenzetti, di Verona, è la prima ad essersi vaccinata tra le sue colleghe. «Sono contentissima – dice la ricercatrice – perché mi sembra che cominci la fine di questo periodo buio». Il cinquantatreenne di origine abruzzese Filippo Minutolo, docente di Chimica farmaceutica, invece, è il secondo della sua famiglia a sottoporsi al vaccino dopo sua madre che, malgrado i suoi ottantaquattro anni, lavora ancora nella farmacia di famiglia. «Per mia madre è andato tutto bene – riferisce Minutolo – e io mi sono avvicinato con serenità a questo appuntamento. Anzi, lo avrei fatto anche prima se fosse stato possibile». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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