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Scontri con la polizia al comizio di Salvini: in nove sotto processo a Pisa

Un momento degli scontri del 23 febbraio 2018 (foto Muzzi)
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Un momento degli scontri del 23 febbraio 2018 (foto Muzzi)

Sono accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Aggravanti del travisamento e dell’uso di corpi contundenti

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Pisa. Aperto e rinviato per sentire i primi testi dell’accusa il processo per gli scontri del 23 febbraio 2018 in occasione del comizio di Matteo Salvini in piazza Vittorio Emanuele.

Nove gli imputati (pm Flavia Alemi) accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale con l’aggravante del travisamento, delle più persone riunite e dell’uso di «corpi contundenti e artifici pirotecnici», tutti uniti dal vincolo del concorso.

Difesi dagli avvocati Tiziano Checcoli e Andrea Di Giuliomaria devono difendersi dalle contestazioni della Procura Tancredi Niccolò Koening, 23 anni; Carla Macis, 33 anni; Giuliano Cannoletta, 34 anni; Maria Celeste Gabriele, 32 anni; Emiliano Camilloni, 23 anni; Marco Businaro, 38 anni; Cesare Cerulli, 29 anni; Nicola Guazzini, 21 anni; Alessandro Angelucci, 34 anni.

Nel corso dei disordini non ci furono feriti gravi. Solo contusioni fisiologiche quando si affrontano le cariche della polizia a colpi di scudo e manganelli e, a fronte invertito, quando si ricevono bottigliate e sassi cercando di schivare petardi che ti scoppiano tra i piedi. Quel pomeriggio di contestazione, l’ultimo di una serie ormai esaurita a Pisa, scoppiò anche una bomba carta, ma senza conseguenze su chi era nei paraggi. Le accuse prevedono pene da 5 ai 15 anni. Sarà il dibattimento a definire ruoli ed eventuali responsabilità. Le indagini della questura, con la Digos a raccogliere foto, video e dati, sono arrivate alla conclusione che i nove, tra quelli che è stato possibile individuare, avrebbero aggredito i poliziotti con un armamentario fatto di bastoni e altri oggetti usati per colpire gli uomini in divisa. I video agli atti serviranno ad attribuire, se le immagini lo consentiranno, le azioni violente addebitate agli imputati. La giornata di scontri aveva avuto la sua promessa proclamata dall’area antagonista, quella di non lasciare i riflettori della piazza a Salvini. Da giorni sui social era stata annunciata la determinazione dei gruppi attivi su Pisa di voler oscurare la tappa pisana del leader della Lega. I tafferugli in qualche modo avevano ottenuto l’obiettivo. —

P.B.

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