Gioco
Le assunzioni calano a picco nel primo trimestre dell’anno Si salva solamente l’edilizia
La pandemia continua a paralizzare il mercato del lavoro in provincia ecco l’andamento secondo i dati della Camera di Commercio
le previsioni
La pandemia paralizza il mercato del lavoro. Nei primi tre mesi dell'anno, in provincia di Pisa si conteranno almeno duemila assunzioni in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il settore dell'edilizia, grazie ai bonus attivati, ad alimentare le speranza di una graduale ripresa che resta invece lontana per i comparti del manifatturiero, del turismo e del commercio.
Questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dalla Camera di Commercio di Pisa sull'andamento di un mercato del lavoro sempre meno favorevole ai giovani. In provincia di Pisa sono 5.660 le assunzioni previste nei primi tre mesi del 2021. Un valore in netto calo (-26,5%) rispetto al periodo gennaio-marzo 2020 quando gli ingressi furono 7.700. Uno dei pochi settori in controtendenza è quello dell'edilizia dove si registrano 90 assunzioni in più dello scorso anno (+17,3%). Con 1.330 assunzioni in meno, crolla invece la domanda di lavoro nel manifatturiero (-45%). Flessioni pesanti anche nel turismo (-43%) e nel commercio (-25,9%). A soffrire è soprattutto l'area di Santa Croce sull’Arno dove si registrano quasi la metà delle assunzioni del primo trimestre 2020 (da 2.060 a 1.380). Pisa passa dai 3.110 ingressi dello scorso anno ai 2.220 del 2021, mentre Volterra perde il 26% delle assunzioni e l'area di Pontedera il 17%.
Con 300 assunzioni, gli addetti ai servizi di pulizia sono tra le figure più ricercate. A seguire sono gli addetti all’amministrazione (230 ingressi) e i muratori (200 assunzioni) i lavoratori che hanno più possibilità di trovare un impiego. Nel settore del turismo, la ricerca si è concentrata soprattutto sui camerieri di sala (180 assunzioni), mentre nel commercio sono i commessi di negozio (130 ingressi) a trainare le assunzioni. Nei trasporti le assunzioni si sono concentrate soprattutto sui conducenti di mezzi pesanti (150), mentre nel settore industriale sui tagliatori di calzature (100 ingressi). A seguire tecnici commerciali, addetti alla segreteria e addetti alle consegne di merci. Nonostante il forte rallentamento della domanda, resiste il gap tra domanda e offerta: se nel 2020 il 33% dei posti offerti dalle imprese era stato difficile da coprire, nei primi tre mesi del 2021 le difficoltà si acuiscono (37%). Aumentano anche gli ostacoli per i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro, Nel 2020 il 26% delle assunzioni era rivolto agli under 30, nel 2021 la quota scende al 22%. Stabile la quota di assunzioni di donne (23%). Il titolo di studio più richiesto dalle imprese pisane continua ad essere il diploma e in particolare quello di natura tecnica (tecnologico e tecnico-economico-turistico).
«I primi mesi del 2021 – commenta Valter Tamburini, commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa – non portano novità sul fronte del mercato del lavoro che, purtroppo, rimane ancora in una situazione difficile. La pandemia ha innescato un circolo vizioso di riduzione dei consumi e della domanda di lavoro che è necessario fermare. Per farlo è indispensabile riavviare il motore degli investimenti e il programma Next Generation e il collegato Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentano un’occasione che non possiamo fallire. Due dei tre assi strategici del Piano, digitalizzazione-innovazione e transizione ecologica, coincidono con le linee d’azione della Camera di Commercio. Il nostro impegno sarà quello di sostenere la transizione delle imprese verso la digitalizzazione e l’economia circolare attraverso appositi bandi con i quali metteremo a disposizione contributi finanziari e anche specifici percorsi di formazione che sono già operativi». —Danilo Renzullo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
