Cassa integrazione per 170 addetti dell’azienda Ids di Pisa
Trattativa in stato di stallo con i potenziali acquirenti la proprietà non ha più i soldi per pagare gli stipendi. Sciopero e presidio alle Logge dei Banchi
PISA. Cassa integrazione per l’80% dei dipendenti della Ids, l’azienda con sede a Pisa e siti produttivi anche a Roma, Napoli, Taranto e Catanzaro, che ormai da tempo è in crisi e per la quale si tratta al momento senza successo per una vendita. Parliamo di 170 addetti, la gran parte dei lavoratori della Ids che in tutto sono 214 distribuiti nelle varie sedi dell’azienda e che da martedì 9 febbraio sono a casa. Lo stop incide pesantemente sulla produttività dell’azienda così faticosamente mantenuta nonostante le difficoltà economiche ma, ancora di più, sulle future possibili commesse.
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Nella mattina di mercoledì 10 febbraio, questa situazione ha portato i sindacati a indire due ore di sciopero con presidio alle Logge dei Banchi a Pisa.
La decisione della cassa integrazione, tuttavia, risulta inevitabile a fronte dell’impossibilità - come hanno fatto sapere i sindacati - della proprietà di far fronte al pagamento degli stipendi.
Per questo motivo le segreterie Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu di Ids hanno indetto per la giornata di oggi due ore di sciopero con un presidio, dalle 9.30 alle 11.30 in centro a Pisa, in Logge di Banchi.
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L’azienda pisana, che opera nell’ambito dell’ingegneria e delle tecnologie dei sistemi e fornisce ricerca, innovazione e prodotti nei settori dell'ingegneria elettromagnetica, delle comunicazioni satellitari, dell'aeronautica e del radar per applicazioni civili e di difesa «da diversi anni sta attraversando una crisi finanziaria che ha già comportato la vendita di importanti divisioni tecnologiche (Ids GeoRadar, Ids Air Navigation) – ricordano i sindacati Fim e Fiom –. L’attuale drammatica situazione finanziaria vede come unica soluzione per la continuità dell’azienda una cessione completa a potenziali acquirenti in grado di poter rilanciare e dare continuità ad un polo tecnologico formato da importanti competenze professionali».
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E la proprietà è in effetti andata alla ricerca di un acquirente. «Nell’ultimo anno è stata condotta una trattativa riservata con un investitore che secondo i piani degli amministratori di Ids avrebbe dovuto acquisire la stessa entro il 21 dicembre 2020 – proseguono i sindacati –. La trattativa è ora in stallo e l’azienda, non potendo far fronte a stipendi e debiti, da questa settimana ha posto in cassa integrazione l’80% dei dipendenti. Questa drastica riduzione di operatività mette in crisi un gran numero di programmi correnti che i lavoratori nell’ultimo anno hanno cercato con abnegazione e impegno di mantenere operativi anche a fronte della grave penuria di risorse economiche e della pandemia. Vi è dunque un pericolo imminente che anche i contratti che potrebbero permettere il rilancio delle attività vadano perduti e con questi i 214 posti di lavoro e un patrimonio tecnico e di conoscenza di primo piano nel panorama italiano».
A fronte dell’incapacità dell’azienda di portare a termine la trattativa di cessione, «i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno chiesto l’intervento delle istituzioni locali e nazionali». Motivo per il quale «la Regione Toscana ha risposto convocando un tavolo di crisi». L’incontro è in programma domani. I rappresentanti sindacali, che a più riprese hanno chiesto l'apertura di un tavolo, incontreranno Valerio Fabiani, consigliere delegato alle crisi aziendali del presidente Eugenio Giani, per discutere delle possibili soluzioni alla crisi che, a fronte della cassa integrazione e del rischio di perdere i potenziali clienti dell’azienda, si è evidentemente aggravata di parecchio.
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