Il Tirreno

Pisa

Il grazie della mamma di Sabina morta a 50 anni per un malore

Donatella Lascar

Era affetta da una grave patologia e per aiutarla a curarsi i colleghi dell’agenzia dove lavorava le avevano donato le ferie 

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la storia

Sabina Buffoni era malata da tempo ma se n’è andata all’improvviso in pochissimi giorni lasciando tutti nel dolore.

Il decesso della donna, 50 anni, molto conosciuta a Pisa e sul litorale pisano dove viveva con la famiglia, è di alcuni giorni fa, lo scorso 30 gennaio. La donna, da anni impegnata nella sua personale battaglia contro una malattia autoimmune, si è sentita male improvvisamente e in pochi giorni se ne è andata. Era impiegata dell’agenzia Imofor, specializzata nell’orientamento professionale. Ma aveva lavorato anche in Provincia ai Centri per l’Impiego.

Davanti a questa scomparsa prematura tutti gli amici e i colleghi di Sabina, si sono stretti intorno alla famiglia, al marito, al figlio e ai genitori della donna, in questo momento di dolore manifestandogli il loro affetto e il loro sostegno.

Per questa dimostrazione di vicinanza, la mamma, il padre, il fratello, il marito e il figlio di Sabina, hanno voluto cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che in questi giorni bui, hanno dimostrato ancora una volta la loro stima verso di lei. Non è stata la prima volta, come racconta la mamma di Sabina, molto amata dalle persone che aveva intorno a sé.

«Sabina era una donna gioiosa – racconta la mamma –, sempre circondata da amici. Alcune amicizie le aveva contratte proprio in ospedale, erano quelle con cui si sentiva più affine perché non doveva spiegare come si sentiva. Nel lavoro invece, dove si occupava di trovare un’occupazione alle persone disabili, dava tutta se stessa e probabilmente è anche per questo che, più di una volta, i suoi colleghi le hanno donato le loro ferie per permetterle di continuare a curarsi. Lei se lo meritava, ma anche loro, con questi gesti, sono stati fantastici. Avrei voluto ringraziarli uno ad uno, ma sono veramente tanti e molti non li conosco così tutti noi abbiamo pensato di farlo in questo modo. Voglio ringraziare anche i dottori Ferranti e Piaggesi che l’avevano in cura nei confronti dei quali mia figlia riponeva profonda fiducia e a cui era molto affezionata».

«Mia figlia – conclude la madre di Sabina – era una persona semplice come tante altre che affrontano situazioni difficili come la sua».

Sabina era anche felicemente sposata e madre di un figlio che oggi ha vent’anni per il quale si è prodigata tantissimo così com’era nella sua natura. Il suo ragazzo infatti, è ipovedente e Sabina l’ha seguito per tutto il suo percorso scolastico fino al conseguimento con successo della maturità. Per lui è stata i suoi occhi. —

Donatella Lascar

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