Il dolore
Nardella: aeroporti, ognuno si occupi della sua città
Il sindaco di Firenze torna sul voto contro Peretola del consiglio comunale di Pisa «Il campanilismo esasperato finisce per far godere il terzo incomodo Bologna»
PISA. «Ho trovato molto curioso che a Pisa abbiano avuto il tempo per fare una mozione su Firenze. Non vorrei che ora i consiglieri comunali di Firenze facessero una mozione sulla Torre di Pisa. Credo che ognuno si debba occupare della sua città». Così Dario Nardella, sindaco di Firenze, durante una lunga intervista a Lady Radio. Nardella è tornato in questo modo sulla vicenda degli aeroporti e sull’ordine del giorno votato dal consiglio comunale di Pisa, con tanto di contrarietà alla nuova pista di Peretola. Un voto che aveva provocato anche la reazione di Roberto Naldi, vicepresidente di Toscana Aeroporti, che aveva proclamato la rottura dei rapporti istituzionali tra la società e l’assemblea cittadina pisana.
«Uno dei problemi che ha assillato la Toscana e fatto perdere tante occasioni rispetto ad altre regioni come l’Emilia Romagna è proprio il campanilismo esasperato – ha aggiunto il sindaco di Firenze –. Noi dobbiamo capire una volta per tutte che la Toscana deve muoversi in maniera unita oppure non andiamo da nessuna parte. Se siamo rimasti ancora fermi alla battaglia di Cascina o alla battaglia di Montaperti dobbiamo farci qualche domanda sul perché in altre regioni le infrastrutture siano migliori mentre qui si continua a litigare».
«Firenze e Pisa – ha detto ancora Nardella – sono due scali integrati. A Pisa serve un aeroporto per voli low cost e intercontinentali, a Firenze un aeroporto per voli europei. Bisogna smettere di rimanere legati al Medioevo. Lo dico anche agli amici di Pisa. A furia di litigare tra noi il terzo gode, ovvero l’aeroporto di Bologna. Il problema è che se non si sviluppa l’aeroporto di Firenze non è che i fiorentini vanno a Pisa a prendere l’aereo, ma a Bologna». —
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