Sicurezza
Ambientalisti in piazza: «Più bici e meno automobili»
pisa. «Ripartiamo dalla mobilità sostenibile». Questo l’appello del gruppo locale di Greenpeace e della Fiab di Pisa che sabato sono stati protagonisti di una manifestazione in Borgo Largo per chiedere all’amministrazione meno parcheggi, più rastrelliere e trasporto pubblico in città.
In Borgo Largo e in via San Martino, i volontari hanno allestito un simbolico cantiere per sottolineare come «in questa città da una parte si stia progressivamente togliendo spazio dedicato alle biciclette nei punti più centrali e frequentati del centro storico, e dall’altra si stia ampliando ulteriormente lo spazio per le auto private – dicono i volontari –. Le rastrelliere, ad esempio, sono un servizio indispensabile per cittadini e cittadine che hanno diritto a una mobilità sostenibile e una città libera da smog e traffico. Invece, con un trasporto pubblico insufficiente e spazi verdi sempre più ridotti, i posteggi per le bici vengono rimossi dai punti centrali di Pisa perché indicati come fattore di degrado, mettendo in difficoltà chi sceglie di spostarsi in maniera sostenibile».
La Fiab Pisa aggiunge: «Sarebbe opportuno approfittare di questo periodo in cui la morsa del traffico si è allentata per ripensare la distribuzione dello spazio urbano dando la priorità alla mobilità sostenibile, in modo da ripartire col piede giusto quando l'emergenza sarà passata». La mobilitazione di sabato riprende le osservazioni fatte dal Gruppo locale di Greenpeace al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) adottato dal Comune di Pisa. Secondo il Gruppo locale «la creazione di nuovi parcheggi non è una soluzione che disincentiva il traffico, anzi lo incentiva». Il Pums prevede numerosi nuovi parcheggi, «come l’enorme area parcheggio in via delle Cascine, e diversi parcheggi a ridosso del centro storico, in aree già oggi gravate da un’enorme mole di traffico (come il nuovo parcheggio in Via Rindi e l’ampliamento previsto del parcheggio di Via Paparelli) – aggiungono – Crediamo che queste soluzioni abbiano l'effetto di attirare ulteriore traffico in quartieri a ridosso del centro storico, oltre a rappresentare un ulteriore consumo di suolo, convertendo in aree di sosta aree che attualmente sono verdi». —
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