Il Tirreno

Pisa

Rogo del Serra, il processo: chiesto un risarcimento danni milionario ma Franceschi è nullatenente

Pietro Barghigiani
Rogo del Serra, il processo: chiesto un risarcimento danni milionario ma Franceschi è nullatenente

Il calcolo della Procura da addebitare all’imputato

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PISA. Un conto che supera i 3,5 milioni di euro. È l’importo che la Procura chiede, in caso di condanna, come risarcimento per i danni provocati in occasione del rogo sui Monti Pisani a case e habitat naturale.

Una stangata da recapitare all’indirizzo di Giacomo Franceschi nel caso in cui il Tribunale lo considerasse colpevole. Le provvisionali, l’anticipo sul risarcimento, andrebbero pagate subito. Franceschi, disoccupato e nullatenente, non dispone di beni sufficienti a coprire il ristoro che gli verrebbe chiesto se venisse condannato tra poco più di un mese.

Anche ieri assente per una tosse che lo accompagna da settimane, così ha spiegato il suo avvocato, l’imputato ha trascorso un anno in carcere, tra Pisa e Prato, e nove mesi ai domiciliari. Da tempo ha solo un obbligo di firma come misura cautelare, ma può muoversi liberamente senza alcun vincolo.

La pm, a corredo dei 15 anni di pena per incendio doloso boschivo e disastro ambientale, ha invocato anche ingenti risarcimenti danni a favore delle parti civili. “Vittime” di un rogo che devastò 1.200 ettari distruggendo quattro case e danneggiandone almeno otto.

Le richieste danni: 2,5 milioni di euro con 250mila di provvisionale a favore del Comune di Calci, 10mila euro di provvisionale per la Lega per l’abolizione della caccia; 50mila euro di danni con 10mila di provvisionale per il Gva “Paolo Logli” di Calci, associazione per la quale Franceschi svolgeva attività di volontariato quasi a tempo piano; poco meno di un milione di euro con 100mila euro di provvisionale per il Comune di Vicopisano.

La giunta comunale di Buti ha deciso in via solidaristica con una delibera approvata all’unanimità, «pur ritenendo provata la penale responsabilità dell’imputato», di non chiedere risarcimenti, ma di lasciare le eventuali risorse disponibili agli enti che hanno subìto più danni come Calci e Vicopisano.

Accusato di aver causato «danni incalcolabili» come ha detto la pm nella requisitoria, Franceschi, dopo una prima ammissione colposa del fatto ha ritrattato sostenendo di essere andato in confusione e di non essere lui il piromane del Serra.

Da quel giorno la sua difesa lo colloca a casa al momento dell’incendio con l’arrivo sul Serra con le squadre antincendio.

Nei loro interventi i legali delle parti civili si sono associati alle conclusioni del pubblico ministero: il Gva, il gruppo antincendio di Calci di cui faceva parte l’imputato, (avvocato Lorenzo Stefani); i Comuni di Calci e Buti (avvocato Laura Antonelli) e Vicopisano (avvocato Silvia Fulceri) e la Lega per l’abolizione della caccia (avvocato Valentina Angelini).

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