Toscana
Malacarne: «Ora è giunto il momento del silenzio»
pisa. «Ora è il momento del silenzio».
Il dottor Paolo Malacarne non è un personaggio incline alla diplomazia. Quando ha voluto dire che sarebbe andato in pensione, anche per non aver trovato un interesse dell’Azienda ospedaliera a trattenerlo per un progetto che il primario aveva in mente, non ha esitato a esternare l’esistenza di «pessimi rapporti» con i vertici aziendali.
Con eguale franchezza, dopo un’apertura ufficiale a una possibile futura collaborazione da parte della direttrice generale Silvia Briani, spiega di non voler intervenire pubblicamente per rischiare di vanificare «un miglioramento della qualità dell’assistenza a Cisanello» alimentando «polemiche non utili al raggiungimento dell’obiettivo» che sta a cuore al responsabile di una delle rianimazioni dell’Aoup.
Il pensionamento del dottor Malacarne scatterà il 31 dicembre dopo aver raggiunto i 43 anni di anzianità contributiva.
Sulla carta ci sono undici mesi per avviare un confronto tra il medico e la direzione generale. Su quali basi è ora materia in discussione tra Malacarne e i manager della sanità pisana.
Al Tirreno il dirigente ospedaliero aveva chiarito che «un ospedale con mille posti letto, 50 posti nelle terapie intensive e un pronto soccorso per politraumatizzati di riferimento per l’area vasta, hanno bisogno di organizzazione e gestione. Servono persone che sanno cos’è un’emergenza, che hanno lavorato giorno e notte e che sono intellettualmente oneste e disinteressate. Secondo me manca questa figura, è assente un coordinamento con gli altri ospedali di area vasta e tra le nostre terapie intensive. Sono mancanze croniche superate solo dalla buona volontà dei singoli».
L’idea del dottor Malacarne sarebbe quella di lasciare ai colleghi l’attività clinica, «sono bravi quanto me e in sala operatoria anche meglio di me», per concentrarsi sulla parte organizzativa di una macchina complessa che ha a che fare con tempi, velocità decisionali e risorse da dedicare ai reparti delle aree critiche.
La direttrice Briani non vuole parlare di un caso Malacarne. Le preme sottolineare che i rapporti «non sono pessimi» e che era informata da tempo della volontà di andare in pensione del medico per motivi familiari e personali.
Nel ricordare le qualità e il consenso di cui gode il primario, la direttrice generale lascia la porta aperta al dottor Malacarne: «Se in questi mesi, sul pensionamento anticipato volontario siano maturate da parte sua esigenze diverse e la volontà di rimanere ancora a dare il contributo all’ospedale fino al limite massimo dell’età pensionabile, noi siamo ben contenti che rimanga e siamo felici di continuare a lavorare con lui».
La disponibilità è chiara. Se la volontà delle parti coinciderà o meno è il tema dei prossimi futuri incontri tra Malacarne e chi guida l’ospedale di Cisanello. —
P.B.
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