Il dolore
Pisa ora è più sola Addio a Pampana custode della storia della sua amata città
Vernacolista, appassionato di tradizioni locali, protagonista di tante iniziative culturali e grande tifoso dei nerazzurri
Roberta Galli
pisa. Lutto nel mondo dell’associazionismo pisano. Si è spento giovedì sera nella sua abitazione, in via Vittorio Veneto, Paolo Pampana, 80 anni, pisano doc, letterato, studioso, appassionato conoscitore della storia di Pisa e cultore delle tradizioni. Da tempo lottava contro una malattia. Persona solare, socievole, colta ed arguta, Pampana era da sempre legato a Pisa e a tutto ciò vi ruotava intorno. «Un pisano vero, amante di Pisa, della sua storia e del suo vernacolo – così lo ricorda sulla pagina Facebook l’associazione Amici del Gioco del Ponte –. Paolo era nostro storico socio che negli ultimi anni era stato anche componente fisso della giuria di valutazione del premio Il Morione. La sua perdita è una grande mancanza per tutti noi». Pampana, laureato in Lettere, fino a non molti anni fa gestiva una grande azienda di noleggio auto con sedi in tutta Italia, ma la sua più grande passione era la storia, quella di casa sua, di Pisa, la sua città, e di tutte le tradizioni legate ad essa. Compreso il vernacolo A lui si devono infatti numerosi sonetti e componimenti all’ombra della Torre. Socio degli Amici di Pisa, dell’associazione degli Amici del Gioco del Ponte e dell’Accademia dei Disuniti, Pampana era un infaticabile studioso delle tradizioni rosso crociate e un tifosissimo della squadra del Pisa. A lui si deve la collocazione della lapide, era il giugno del 2018, in lungarno Pacinotti, sulla spalletta di fronte all’Hotel Victoria che riporta una frase con la quale il poeta inglese, Shelley, elogia i tramonti pisani, dopo aver alloggiato in una camera dello storico albergo. Una iniziativa portata avanti dall’Accademia dei Disuniti di Pisa, proprio grazie al lavoro storico eseguito sui manoscritti da Pampana.
Molti in queste ore piangono un amico sincero. Tra loro l’avvocato Michele Barbieri. «Paolo lo conoscevo da sempre – afferma il legale –. Da bambini andavamo insieme a giocare sul prato in piazza del Duomo. All’epoca era concesso. Che dire di lui? Una grande persona dalla cultura immensa, innamorato della sua città. La sua perdita per me ha rappresentato un profondo dolore. Insieme abbiamo fatto numerosi viaggi. Abbiamo scoperto e visitato tanti luoghi belli del nostro pianeta. Mi mancherà la sua solarità, la sua positività, la sua voglia di vivere, di condividere gli eventi importante con gli amici». Dispiaciuto anche Giuseppe Pantaleo, segretario dell’Accademia dei Disuniti di Pisa. «Paolo Pampana era socio del nostro sodalizio – afferma Pantaleo – da diversi anni. Lui, appassionato di storia e di eventi pisani, non si tirava mai indietro quando Pisa lo chiamava in prima persona. Con il nostro circolo aveva portato a compimento l’iniziativa legata a Shelley, con la deposizione di una lapide, ed questo era stato un momento particolare di orgoglio per tutti noi». Colpita da questa perdita è anche la poetessa pisana Veronica Manghesi, accademica dei Disuniti insieme al marito, che sulla sua pagina Facebook ha dedicato a Paolo Pampana queste parole: «Amico caro, pisano appassionatissimo della città, accademico prezioso e vulcanico, sempre presente in ogni occasione culturale e intellettuale di Pisa. Vernacolista verace, tifoso in prima linea, mi mancheranno le tue risate fatte insieme, la tua ironia, l’accoglienza e la generosità con le quali sapevi spartire la tua compagnia, l’umanità e la tua sensibilità profonda e l’attenzione per la poesia. E mancherai tanto a questa nostra amata città. Ti saluto dedicandoti “Il fiore del mare”, un mio testo già premiato che fortemente volesti per l’inaugurazione della targa commemorativa dedicata a Shelley, nel 2018, che grazie a te si trova sulle spallette del lungarno di fronte al Royal Hotel Victoria, a testimonianza del tuo impegno e della tua grande opera nell’Accademia dei Disuniti per la valorizzazione culturale di Pisa» .
Paolo Pampana lascia la moglie Lia e i figli Stefano e Silvia. La salma è stata esposta ieri pomeriggio alle cappelline della Pubblica Assistenza in via Bargagna e in molti hanno voluto stringersi attorno alla famiglia in questo triste momento. I funerali si svolgeranno questa mattina, sabato 6 febbraio, alle 10 nella chiesa di Santa Caterina, nel rispetto dei limiti imposti dalle norme anticovid. —
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