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La polemica 

Briani: «Se Malacarne ci ripensa siamo felici di lavorare con lui»

Briani: «Se Malacarne ci ripensa siamo felici di lavorare con lui»

La direttrice dell’Aoup replica alle dichiarazioni rilasciate dal professore al Tirreno: «I rapporti non sono pessimi. Nessun dissidio o pregiudizio nei suoi confronti»

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Pisa. «Prendo atto con rammarico della volontà del dottor Malacarne di anticipare il pensionamento – volontà che peraltro mi aveva espresso ormai da tempo, motivandola con ragioni personali e familiari – ma soprattutto mi preme un chiarimento sui suoi rapporti con la Direzione aziendale che sarebbero, a suo dire, “pessimi”, stando agli articoli di giornale».

Silvia Briani, direttrice dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup), comincia così la lettera inviata a Il Tirreno per dire la sua sul pensionamento di Paolo Malacarne, primario dell’unità operativa di anestesia e rianimazione a Cisanello. Il 31 dicembre di quest’anno lascerà l’ospedale di Pisa dopo aver maturato oltre 43 anni di servizio. Il 3 agosto compirà 63 anni e, come altri colleghi, avrebbe potuto prolungare la permanenza ma non lo farà perché non ha percepito una volontà della direzione aziendale di voler andare avanti. «Se avessero voluto usare la mia esperienza un motivo per rimanere un paio d’anni ancora ci sarebbe stato, ma i miei rapporti con la direzione aziendale sono pessimi. Non hanno intenzione di coinvolgermi nei processi decisionali. E alla fine non voglio fare la lotta ai mulini a vento. Se non c’è interesse da parte loro non posso stare sempre a litigare», ha dichiarato Malacarne a Il Tirreno.

«È necessario spiegare che non c’è alcun dissidio o pregiudizio nei suoi confronti – è la risposta di Silvia Briani –. Anzi, il dottor Malacarne, che dirige egregiamente da anni l’unità operativa di anestesia e rianimazione del pronto soccorso, per noi è sempre stato e resta un eccellente professionista, un medico di grande caratura morale e professionale, un esempio di dedizione e di abnegazione al lavoro e una risorsa senza dubbio fondamentale per il nostro ospedale. Siamo ben contenti della gratitudine di cui gode da parte dei suoi pazienti, dei familiari dei pazienti e della cittadinanza intera e non possiamo che esserne orgogliosi».

«Non c’è quindi “alcun muro di gomma” – dice la Briani citando il corsivo pubblicato su Il Tirreno in edicola ieri –. Semplicemente si era preferito non replicare per tacitare una polemica per noi inesistente. Ma visto che ci sono stati dei fraintendimenti, allora è necessario ribadire che i rapporti con il dottor Malacarne non sono affatto pessimi; al contrario, sono improntati a una grande stima e collaborazione, anche in questo frangente della pandemia, in cui ha gestito direttamente il nucleo di 8 posti letto Covid per le patologie tempo-dipendenti che giungono in Pronto soccorso».

Da qui l’apertura della direttrice dell’Azienda ospedaliera a un proseguimento della collaborazione: «Se in questi mesi, sul pensionamento anticipato volontario siano maturate da parte sua esigenze diverse e la volontà di rimanere ancora a dare il contributo all’ospedale fino al limite massimo dell’età pensionabile, noi siamo ben contenti che rimanga e siamo felici di continuare a lavorare con lui. Vogliamo però al contempo rassicurare la cittadinanza sul fatto che nessuno dei servizi e delle professionalità che caratterizzano quella Unità operativa verranno dispersi, ma verranno sempre garantiti sicurezza ed elevatissima qualità delle cure, in ospedale e sul territorio, nel solco del percorso da lui tracciato sulla continuità ospedale-territorio per i pazienti fragili». –

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