Il Tirreno

Pisa

Oltre un milione e 250mila euro di cibo

Oltre un milione e 250mila euro di cibo

A tanto ammontano gli aiuti in buoni alimentari distribuiti dal Comune a migliaia di famiglie di 56 diverse nazionalità

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pisa. Poco più di 1.250.000 euro di generi alimentari. O meglio di buoni spesa utilizzati dalle famiglie pisane messe in crisi dall’emergenza coronavirus per riuscire a sfamarsi. È questa la cifra significativa stanziata e erogata dal Comune tra marzo 2020 e febbraio 2021. Proprio mercoledì scorso si è chiuso il termine per le domande dei buoni alimentari del Comune. La quota restante delle risorse ancora disponibili è stata trasferita alla Società della salute. «Sin dai primi giorni del lockdown nel marzo scorso – spiega l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini – il Comune di Pisa decise di gestire direttamente il servizio dei buoni alimentari per motivi di trasparenza e di snellezza in modo da garantire risposte immediate. Grazie al lavoro degli uffici, che ringrazio, venne organizzata una task force che avrebbe allestito una macchina organizzativa complessa, dal personale amministrativo che si è occupato di istruire le pratiche agli autisti degli scuolabus che si sono occupati delle consegne a domicilio dei buoni, agli agenti della polizia municipale che hanno garantito il controllo. Un metodo di lavoro che è stato confermato anche nella seconda fase, a partire da dicembre, che se vogliamo è stata anche più complessa, perché le attività erano riprese e dunque è stato maggiore il sacrificio di chi ci ha lavorato».

Dai primi di dicembre scorso, quando era stato riattivato il servizio, sono stati assegnati buoni alimentari per un valore complessivo di 510.850 euro a un totale di 1.701 famiglie residenti a Pisa. Le domande erano state in tutto 1.897. In totale sono 56 le differenti nazionalità assegnatarie dei buoni alimentari. Prevale la cittadinanza italiana dei richiedenti con il 38,5%. Tra le altre nazionalità le principali sono bengalese (15,9%), filippina (6,8%), albanese (4,4%), senegalese (3,9%), rumena (3,5%), macedone (3,2%), camerunense (2,4%), marocchina (2%), indiana (1,9%), brasiliana (1,6%), ucraina (1,4%), tunisina (1%), nigeriana (1%), a seguire le altre.

Come detto il Comune aveva iniziato a distribuire buoni spesa già a partire dalla fine di marzo 2020, grazie a un contributo di 25mila euro erogato alla Società della salute. Si trattava in quella prima fase di aiutare le persone che si erano trovate più in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. Poi, arrivarono le risorse del governo, altre risorse comunali e perfino le donazioni di privati cittadini e della Fondazione Pisa. Furono quindi attivate 11 linee telefoniche dedicate e buoni alimentari erogati (il dato è di giugno) a 2.208 famiglie per un valore complessivo di 741mila euro. —

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