Il Tirreno

Pisa

la protesta per gli alloggi popolari 

Presidio sotto gli uffici Apes «Basta “rattoppi” alle case»

Sara Venchiarutti
Presidio sotto gli uffici Apes «Basta “rattoppi” alle case»

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pisa. «La politica delle toppe non funziona», non ci sono dubbi. Almeno non ne hanno gli abitanti dei quartieri popolari di Pisa, che continuano a segnalare le problematicità con cui sono costretti a convivere e per le quali servirebbero interventi urgenti e risolutivi. Una denuncia che viene dalle case popolari di via Norvegia, Gagno, Cep e più in generale da quei quartieri periferici che da anni, nonostante le promesse, si trovano in uno stato di abbandono.

«Chiediamo che gli interventi promessi vengano portati a termine», spiega Federica Duchini, abitante di via Norvegia e membro dell’Unione sindacale di base-Associazione inquilini e abitanti durante il presidio tenutosi ieri mattina in via Fermi a Pisa, davanti agli uffici dell’Apes, gestore delle case popolari per conto del Comune. «Alcune operazioni sono cominciate, ma poi si sono interrotte per mesi senza conclusione. È il caso delle buche di via Norvegia, tappate con un catrame a freddo che va via dopo la prima pioggia (invece di rifare il manto stradale). E i lavori sono stati anche interrotti. O l’ex asilo Timpanaro: sono stati stanziati 177mila euro per ristrutturarlo e costruire un parco giochi. Dopo aver messo qualche gioco i lavori, iniziati alla fine della campagna elettorale regionale, si sono fermati». E la lista continua: dalle crepe nei palazzi ai veri e propri crolli, fino alla richiesta di abbattere le barriere architettoniche (ancora senza risposta). Ci sono poi le fognature di via Norvegia, da rifare: «In un primo sopralluogo dei tecnici dell’Apes», spiega Duchini, «le spese previste per il rifacimento ammontavano a 500mila euro, ma l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini, che incontreremo il prossimo 10 febbraio, ci ha comunicato uno stanziamento di 30mila euro. In più il recupero canoni dei morosi per tutti i quartieri popolari è passato alla Sepi. Questa è l’anticamera per gli sfatti, nonostante il momento delicato». E in tante case, tra un rattoppo e l’altro, continua a piovere dentro casa, come racconta un altro abitante: «Vivo con un bimbo che soffre di un grave disturbo asmatico. Ho chiesto di cambiare casa in via emergenziale: la situazione è urgente, abbiamo l’acqua e la muffa dentro casa». —

Sara Venchiarutti

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