Italia
Mamma e figlio disabile costretti a star fuori dalla loro abitazione
PISA. Una mamma e un figlio di 35 anni, disabile dalla nascita, chiedono aiuto alle istituzioni. Da sei mesi, dopo le frequenti liti con la famiglia che vive nella loro stessa casa e che è stata confiscata dallo Stato dopo che uno dei proprietari è stato condannato in via definitiva per fatti di ’ndrangheta, sono costretti a vivere in un centro della Croce Rossa Italiana. Prima sono stati a Marina di Pisa e ora sono a Cascina.
Il disabile non vuol più tornare a casa, è stato più volte minacciato verbalmente e per due volte è finito al pronto soccorso. La paura lo ha bloccato, non riusciva più a camminare. Dopo che madre e figlio, che abitano nell’hinterland di Pisa, si erano trasferiti nell’albergo della Cri, l’uomo è stato ricoverato a spese dell’Asl in un centro, una residenza per disabili in provincia di Pistoia, poi è stato dimesso. Ha ripreso a camminare e ha intrapreso un percorso di riabilitazione. Ma non può rientrare a casa sua per i problemi con i vicini, che sono anche loro parenti. Il sequestro della villetta dove abitavano è del 2007, quando venne arrestato il capofamiglia dopo una lunga latitanza. Nel 2015 la confisca della palazzina è diventata definitiva.
L’immobile però risulta proprietà indivisa tra le mogli dei due fratelli, uno dei quali è estraneo alle vicende giudiziarie. Al piano terreno abitano la moglie di quest’ultimo con i tre figli (uno è disabile).
Al primo piano invece vivono il cognato condannato, la moglie e quattro figli. Entrambi i nuclei familiari, anche se la villetta è confiscata, non hanno mai lasciato l’immobile. La famiglia estranea alla storia di ’ndrangheta si è attivata per salvare la propria parte di casa. Una lunga procedura che ancora non si è conclusa. E ora la burocrazia, ogni giorno in più che passa, crea pesanti ripercussioni nella vita del 35enne e della madre. La pratica per fare l’atto notarile e dividere l’immobile è pronta da mesi. Ma l’atto, per un cavillo o per altro, non viene firmato e la famiglia che avrebbe già dovuto lasciare l’immobile confiscato non se ne va. In un primo tempo la procedura si era arenata in quanto l’ufficio tecnico del Comune dove si trova l’immobile aveva scoperto alcuni abusi edilizi. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sta seguendo la vicenda con un legale di fiducia che ancora non è stata delegata a firmare l’atto dal notaio. Tutto era pronto per la fine dell’anno ma poi la firma è stata rinviata a marzo e la donna già da sei mesi è fuori di casa. Quando l’immobile sarà diviso (ognuno avrà la sua parte) il nucleo familiare coinvolto nella vicenda di criminalità organizzata (che ha altre proprietà) potrà essere sfrattato o comunque allontanato dal bene confiscato. L’altra famiglia potrà quindi rientrare a casa.
«È una storia che dovranno risolvere prima o poi – dice la madre del disabile –. La firma dal notaio viene rinviata di mese in mese. Io nel frattempo devo vivere in un centro con mio figlio». La donna più volte ha denunciato di aver subìto minacce dai parenti suoi vicini di casa. Tra l’altro lo zio del 35enne è finito a processo in Tribunale a Pisa per il reato di minacce dopo che ha aggredito la madre e un altro figlio, sempre intorno a casa (era maggio del 2017). «È difficile tornare a casa in queste condizioni – dice la donna –. Anzi, è proprio impossibile». Lei sa che con la sua denuncia pubblica corre il rischio di altre ritorsioni. «Quello che stiamo subendo non è giusto – aggiunge –. Se non riuscirò a velocizzare i tempi faremo una raccolta di firme. Sono pronta ad incatenarmi davanti alla prefettura. Non ne posso più».
Anche il presidente della Croce Rossa, Antonio Cerrai, sta seguendo la vicenda (oltre alla prefettura di Pisa e ai servizi sociali del Comune) e si augura che quanto prima il bene immobile venga diviso e madre e figlio possano tornare nella loro casa. «Ogni giorno che passa si fa un torto al disabile che ha paura e rischia di bloccarsi di nuovo». –
Sabrina Chiellini
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