Il Tirreno

Pisa

La cerimonia al polo “San Rossore 1938” 

«Una laurea per ridare agli ebrei quanto negato dalle leggi razziali»

Giuseppe Boi ; Servizio a pagina 17

Conferita la laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre: «Esempio per tutti gli studenti»

3 MINUTI DI LETTURA





Pisa. Una cerimonia di restituzione. Una laurea honoris causa per celebrare la Memoria della Shoah e per ridare a tutta la comunità ebraica ciò che le fu tolto a causa delle leggi razziali. Un riconoscimento a un simbolo della Memoria, Liliana Segre, presente (anche se da remoto) nell’Università della città in cui nel 1938 furono firmate le leggi della vergogna scritte da Mussolini e approvate da Vittorio Emanuele III. Un doppio filo che diventa triplo visto che la cerimonia per il conferimento della laurea in Scienze della pace si è tenuto nell’auditorium del polo “San Rossore 1938”. «Un nome che ha un preciso significato: fare in modo che gli studenti che lo frequentano si interroghino e sappiano che anche in Italia, da quel settembre del 1938, gli ebrei furono vittime di leggi razziste, prime tra tutte quelle che li espellevano dalle Università», ha ricordato Fabrizio Franceschini, direttore del Centro interdipartimentale di studi ebraici (Cise) dell’Ateno pisano. La prima a parlare di restituzione di quanto negato è stata Noemi di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche: «Questo non è solo il giorno della Memoria, ma il giorno della restituzione – le sue parole durante la laudatio –. La restituzione di quanto tolto prima con la discriminazione poi con la deportazione. Imposizioni e violenze che Liliana Segre ci restituisce con la sua testimonianza prima e dopo la Shoah. Una Memoria che è capace di cambiare qualcosa in chi la ascolta grazie a un impegno che non è solo del singolo ma della comunità».

Dolori, privazioni e abusi ricordati anche da Gadi Luzzato Voghera, direttore del Centro documentazione ebraica contemporanea, con un riferimento al processo ad Adolf Eichmann (criminale di guerra tedesco considerato uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista, scappato in Argentina per sfuggire a Norimberga e poi processato in Israele per genocidio e crimini contro l’umanità). Crimini raccontati dalla parte di chi li ha vissuti nella presentazione del volume “Il dovere della parola. La Shoah nelle testimonianze di Liliana Segre e di Goti Herskovitz Bauer”, scritto da Marina Ricucci e Laura Ricotti. Un momento a cui ha partecipato anche una delle protagoniste del libro, Goti Herskovitz Bauer, autrice di memorie sulla sua deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz e attiva testimone della Shoah italiana che, davanti all’applauso della platea, ha commentato: «Non merito tutto questo, grazie e buono studio ai ragazzi».

«Goti maestra di vita cara al mio cuore», è stato il saluto rivoltole da Segre prima del conferimento della laurea in Scienze della pace. «Un’onorificenza – ha sottolineato il rettore Paolo Maria Mancarella – che le consegniamo, facendola diventare idealmente membro ufficiale della nostra comunità. È questo un modo per ribadire l’impegno dell’Università a raccogliere il suo prezioso testimone, per passarlo alle nuove generazioni che siamo chiamati a formare come cittadine e cittadini, prima ancora che come donne e uomini di scienza». —Giuseppe Boi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Servizio a pagina 17

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web