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la polemica

Attacco di Legambiente: "Dalla tangenziale vantaggi dubbi e danni certi"

Il rendering della tangenziale nord-est
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Il rendering della tangenziale nord-est

L'intervento dell'associazione ambientalista mentre accelerano le procedure per aprire il cantiere del primo lotto

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PISA. «Vantaggi dubbi, danni certi». Così Legambiente Pisa sulla tangenziale nord-est, mentre accelerano le procedure per aprire il cantiere del primo lotto, una sorta di variante all’Aurelia tra Madonna dell’Acqua e Pisa. «Questa – scrive l’associazione – è l’occasione per riflettere sull’opera nel suo complesso, del suo impatto sulla mobilità e sull’ambiente della piana, su quali benefici e quali danni per Pisa. I benefici previsti dai proponenti riguardano una riduzione del traffico cittadino di attraversamento, spostato su una tangenziale con la possibilità di entrare in città dalla via più opportuna. Ma i benefici sono illusori mentre i danni sono molti e diversi».

Il traffico veicolare che pesa sulla città di Pisa «non è dovuto – secondo Legambiente – ai flussi di attraversamento, ma al numero eccessivo di auto che penetrano nel tessuto urbano nel tentativo di raggiungere il cuore della città. Non solo: la possibilità di aggirare il centro urbano è già garantito dalla viabilità esistente da Cisanello a via del Brennero, mentre per il restante tratto sarebbero sufficienti interventi più modesti. La “nuova viabilità” persegue l’illusione che nuove strade favoriscano la mobilità, consentendo flussi più veloci. È dimostrato invece che l’unico modo per ridurre il traffico è ridurre il numero dei mezzi privati in circolazione, con una politica urbanistica e della mobilità che favorisca trasporto pubblico e mobilità “attiva” (bici e piedi). La tangenziale nella forma proposta mette a rischio ambiente e qualità della vita di tutti noi».

«La tangenziale – aggiunge Legambiente – sarebbe il cavallo di Troia per nuovo consumo e impermeabilizzazione del suolo: porterebbe nuovi insediamenti commerciali e residenziali, favorendo l’esodo dalla città verso la campagna. La “città diffusa”, che allontana i cittadini da servizi, lavoro e persone, impone poi l’uso del mezzo privato: il miglior modo per aumentare il traffico. Con la tangenziale si aprirebbe inoltre una lunga ferita da est a ovest che dividerebbe in due la piana, separando località ora contigue. Il taglio della pianura deturperebbe il paesaggio rurale tra Pisa e San Giuliano. Impossibile non pensare all’inevitabile danno visivo, se non strutturale, portato all’acquedotto mediceo».

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