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Le “neolaureata” Liliana Segre: «Auschwitz fu l’orrore finale della caduta agli inferi»

La consegna della laurea honoris causa dell'Università di Pisa alla senatrice Liliana Segre
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La consegna della laurea honoris causa dell'Università di Pisa alla senatrice Liliana Segre

Le commosse parole della senatrice a vita nella lectio magistralis per la laurea honoris causa assegnatale dall’Università di Pisa

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PISA. «Sono l’ultima testimone di quella caduta agli inferi, perché nel 1938 (anno in cui Vittorio Emanuele III firmò a Pisa le leggi raziali, ndr) ero una bambina. A 8 anni ascoltai dalla voce dei miei cari, spariti nel vento della Shoah, che ero stata espulsa dalla scuola. Fu per me la colpa di esser nata e l’inizio della caduta agli inferi per milioni di persone. Da allora niente è stato più come prima e Auschwitz fu l’orrore finale». Così la senatrice Liliana Segre ha accolto nella sua lectio magistralis la laurea honoris causa in Scienze della Pace conferitole dall’università di Pisa. La consegna virtuale del diploma, con la senatrice a vita collegata da casa, è avvenuta oggi (martedì 2 febbraio) in una cerimonia organizzata dall’università di Pisa nell’auditorium del polo didattico “San Rossore 1938”.

«Il nome di questo Polo è evocativo come pochi - ha sottolineato la senatrice a vita - perché ricorda il 1938, le leggi razziste e la Tenuta di San Rossore, che sono andata a visitare, in cui il re Savoia firmò il regio decreto che promulgava quell’immondo articolato. Tanti, troppi furono coloro che accettarono quelle leggi e ne approfittarono sul piano professionale ed economico, abbandonando a un destino di disperazione e morte migliaia di loro connazionali».  

«Oggi il Polo di San Rossore guarda al futuro, eccellenza in campo architettonico e nella salvaguardia ambientale - ha proseguito -. Ospita il Dipartimento di “Civiltà e forme del sapere”, un nome che indica il nesso tra il livello di civiltà e le strutture di studio formazione e insegnamento, l’unico vero antemurale al riproporsi, oggi come ieri, delle forme più pericolose di ignoranza, intolleranza, indifferenza che espongono la nostra civiltà e le nostre società ai rischi peggiori Ricordo che nel 2018, per la cerimonia del Ricordo delle Scuse con cui l’Università italiana chiedeva scusa a docenti e studenti ebrei espulsi da università e scuole italiane, lei, rettore, ricordo che ci sono vite che a partire da questo luogo sono state sospese, stravolte, distrutte, e la mia è una di quelle vite».

Una vita sospesa come la sua: «Mi sento la nonna di me stessa». Una vita diventata simbolo della Memoria: «Oggi avete voluto onorarmi con la laurea honoris causa in Scienze della Pace e di questo ringrazio. Posso dire che nei limiti delle mie forze contribuirò a quell’opera di testimonianza e promozione dei valori storici che ritengo indispensabile per rispetto del passato e per rispetto del futuro, per prepararne uno aperto alla convivenza, al rispetto, al dialogo, alla solidarietà, all’accoglienza dell’altro. Vi abbraccio come solo le nonne sanno fare».

Una dichiarazione che fa il palio con le parole del rettore dell’Università di Pisa, Paolo Maria Mancarella, che ha definito la consegna della laurea honoris causa «una promessa della nostra università per trasmettere il suo esempio alle giovani generazioni».

Una laurea che ha commosso la senatrice a vita: «Mi chiedo come possa proprio io ad aver ispirato parole e concetti come quelli che ho sentito. Certe mie parole, ripetute, le ho ascoltate da quella nonna che sono di me stessa e, con una pena terribile, per quella ragazzina che sono stata e con la consapevolezza e l’orgoglio di essere stata forse utile nei percorsi di vita delle persone che mi hanno ascoltato, cercando di trasmettere la forza, che c’è in ognuno di noi per la scelta di vita. Ora sono una laureanda, molto matura e commossa».

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