Il dolore
L’ecocardigrafia decisiva per la precoce identificazione
pisa. L'analisi del medico pisano Frank Lloyd Dini dimostra come i pazienti guariti dal Covid spesso continuano a manifestare sintomi. Nessun allarmismo, non tutti i pazienti che hanno avuto il Covid sono a rischio di patologie più gravi. Ma come individuare e riconoscere i segnali preoccupanti? In molti casi si tratta semplicemente di avere un po' di pazienza, il recupero è solo più lento di quello di un'influenza. I sintomi più frequenti sono l'affaticamento e i dolori muscolari. E se il paziente è giovane il problema si risolve in qualche settimana. Altri pazienti, invece, hanno una risoluzione più problematica. Soggetti solitamente anziani, per i quali l'identificazione passa da una visita medica accurata e l'esecuzione di esami di laboratorio specifici. Come la proteina C reattiva, il D-dimero, il fibrinogeno o la ferritina. La persistenza di difficoltà respiratoria, di dolori al petto, il gonfiore delle caviglie o una tachicardia immotivata sono tutti disturbi che possono indurre al sospetto di una sindrome post-Covid. Tra le complicanze tardive ci sono gli esiti polmonari, la pleuro pericardite post-Covid e soprattutto la disfunzione del ventricolo destro. Questa è la più insidiosa e subdola, e può decorrere anche per mesi.
L'ecocardigrafia cardiaca e polmonare è un mezzo semplice, rapido e maneggevole per una precoce identificazione dei paziente con le forme cardio respiratorie post-Covid. In questo settore Dini ha condotto una specifica esperienza insieme ai colleghi toscani Carlo Bergamini e Aldo Allegrini, insieme alla task force Covid-19 della Protezione civile nelle Rsa della provincia di Pavia e successivamente come responsabile dell'ambulatorio post-Covid anche del centro medico Sant'Agostino di Milano. —
A.B.
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